Archiviato sotto ottobre, 2010

Una poesia per la domenica. Wislawa Szimborska

Proprio così. Una poesia per la domenica dedicata a tutti noi, in un giorno in cui per definizione il filo della nostra vita ‘ordinaria’ si spezza (o si piega brevemente, meglio) per lasciare spazio ad altro: il riposo del corpo; quello della mente, si spera; lo spazio a un ‘ritmo’ alternativo, anche. Il ritmo delle chiacchiere con gli amici, la famiglia o il partner. Il ritmo delle escursioni in luoghi ‘altri’ (metaforici o meno) rispetto a quelli abitati durante la settimana. Il ritmo diverso del respiro che incontra un’aria diversa. Il cambiamento del ritmo del cuore, che è il giorno giusto per ringraziare, come scrive la poetessa Wislawa Szymborska nei versi che seguono. Al mio cuore, di domenica Ti ringrazio, cuore mio: non ciondoli, ti di da fare senza lusinghe, senza premio, per innata diligenza. Hai settanta meriti al minuto. Ogni tua sistole è come spingere una barca in mare aperto per un viaggio intorno al mondo. Ti ringrazio, cuore mio: volta per volta mi estrai dal tutto, separata anche nel sonno. Badi che sognando non trapassi in qel volo, nel volo per cui non occorrono le ali. Ti ringrazio, cuore mio: mi sono svegliata di nuovo e benchè sia domenica, giorno di ripos, sotto le costole continua il solito viavai prefestivo. Wislawa Szimborska La gioia di scrivere Adelphi 19 euro Foto | Flickr Una poesia per la domenica

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Le malvestite: recensioni al cianuro

C’è una sorta di tacito accordo tra chi si occupa di libri per cui raramente si trovano in giro recensioni negative. Si è sempre molto attenti a non parlare male di questo o quel titolo per ragioni diverse: marchette editoriali, pudore, soggezione verso il sacro oggetto libro. Sul web c’è invece chi ha fatto del parlar male (di libri, ma anche di personaggi e altro) il proprio marchio di fabbrica. Sto parlando del blog Le malvestite , in cui l&#

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Comiche in cassa, di Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti

“Mi scusi signorina…ma è vero che chi compra solo gelati ha la precedenza?”. Io Patrizia e Alessandra, sul lavoro, me le immagino così: sempre GAS (come direbbero loro) ovvero Gentili Allegre Sorridenti, magari con la capacità della battutina ironica ai clienti che esagerano. A quelli che vogliono invitarti a cena anche se hai l’anello al dito perchè tanto ‘per me sei come una sorella’. A quelli che passano venti minuti al telefonino e si scocciano se dopo un po’ ricordi loro che devono passare il codice del bancomat, perchè la fila dietro cresce. Mai un tono sbagliato o una parola fuori posto, loro due. Ma nel frattempo le annotazioni mentali delle loro ‘disavventure’ professionali aumentano a valanga, e si decide, dopo tutto quello che si è passato, di farne un libro. Immagino sia nato così il divertente ‘Comiche in cassa’, edito da Kimerik, che ci fornisce un articolato ‘panorama’ del mondo che ruota intorno alla ‘cassiera-tipo’ degli Iper. Un vero e proprio universo che scorre davanti a chi in teoria fa uno dei lavori meno ‘avventurosi’ del mondo…

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La ragazza fantasma. Sophie Kinsella scrive meglio di Madeleine Wickham?

Ovviamente chi sa di CHI sto parlando, dal titolo ha già capito tutto. Ovvero, i romanzi firmati Sophie Kinsella sono a mio parere più belli di quelli scritti da lei medesima quando ancora usava il suo vero nome, Madeleine Wickham. Chissà se mi attirerò le ire di qualcuna di voi, ma mi è successo che – onestamente – a distanza di tempo mi sono accorta che non saprei ricordare con precisione la trama della Compagna di scuola. Va un po’ meglio (ma mica tanto) per La signora dei funerali. E, a parte un po’ di delusione per ‘Ti ricordi di me?’, direi che Sai tenere un segreto, La regina della casa e La ragazza fantasma non mi hanno deluso neanche un po’. La ragazza fantasma, davvero, è deliziosa. A chi avesse ancora dubbi se comprarla o meno, visto che è uscita dopo

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