Archiviato sotto gennaio, 2011

Nuvole d’inchiostro, di Donato Di Poce

Anche gli alberi a primavera scrivono poesie. E gli stupidi pensano che siano fiori Gli aforismi sono nuvole d’inchiostro che ci attraversano il respiro. E’ da questo aforisma che è tratto il titolo del libro di Donato di Poce Nuvole d’inchiostro, pubblicato da Lietocolle. Di Poce, leggo dalla biografia, poeta e critico d’arte e, nato a Sora, in provincia di Frosinone, vive a Milano. Una forma difficile, come sappiamo, quella dello ’scriver corto’: aforizein è “delimitare per ampliare”, come scrive Aforistica/mente , e al tema Di Poce dedica alcune delle sue frasi migliori. “La parola non è altro/che un silenzio/in crisi di nervi”, ad esempio, e scrivere è “ascoltare il silenzio/è vivere con il mare in tasca”, mentre “i libri troppo lunghi fanno venire/il tartaro al cervello” (orgoglio d’

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I fuoriusciti. Storie di fughe, ritorni e trascurabili vendette, di Michele Lupo

“ Ho girato l’Europa intera in autostop (…) Eravamo noi a indicare la strada agli automobilisti. Lisbona Nantes Blumau. Loro si limitavano a tenere il volante, a inseguire la selva di odori che schiudeva una falla dentro la loro noia e si apriva un passaggio verso un’eccitazione nuova (…) Gli potevi vedere il cambiamento, negli occhi. Un bagliore sorpreso. Una gioia. Non l’avevano prima. Allora capivi quanto desiderio premeva, lì sotto, pensavi che avrebbero pure lasciato le loro mogli, se solo glielo avessi chiesto. Che si vedevano farlo. Ma alla fine del viaggio, alla sera, ti salutavano con sollievo, per non averli costretti a oltrepassare la soglia”. “Sono racconti scritti negli anni, anche dodici o quindici anni fa, ma la loro eterogeneità stilistica non è dovuta alla distanza temporale, bensia a una mia personale convinzione: ogni storia chiama la sua voce, la sua lingua, il suo tono. Lo “stile” dell’autore è in gran parte un’invenzione”. Così Michele Lupo mi scrive per introdurre i suoi racconti della raccolta “I fuoriusciti”, recentemente pubblicati da Stilo Editrice. Alcuni di essi erano già apparsi su riviste letterarie come in-edito o Tabula Rasa. Ovviamente in ogni raccolta di racconti si cerca sempre il famigerato ‘filo rosso’ che li lega. Io invece li ho letti così. d’un fiato, uno dietro l’altro, senza riuscire a pensare alle proverbiali sottese assonanze che rimandano l’uno all’altro. Succede così, quando si leggono delle buone storie: ci si estranea da tutto il resto (e, nel caso dei racconti, si dimentica subito il racconto precedente, una volta iniziato a leggere quello successivo). Perchè, come dice Garcia Marquez, il bravo scrittore è tale se riesce ad “addormentare” il lettore rispetto alla sua realtà, evitando accuratamente, per questo obiettivo, parole e accorgimenti stilistici…

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La regina della notte, di Jeaniene Frost. Arriva il secondo volume per la serie Cat & Bones

La regina della notte , di Jeaniene Frost , è il secondo, atteso volume dell’intrigante serie urban fantasy + romance per adulti Night Huntress, meglio nota come Cat & Bones . Dopo ciò che abbiamo letto alla fine del romanzo precedente e, soprattutto, nel primo capitolo del seguito (posto in fondo al volume), molte lettrici sono rimaste colpite da come si sono evoluti gli eventi. Senza voler rivelare troppo a chi ancora non ha letto La cacciatrice della notte , il “lasso di tempo” cui, a un certo punto, si fa cenno… ha contribuito a creare una notevole aspettativa. Sia dal punto di vista dell’evoluzione della personalità e delle abilità dei protagonisti, sia da quello degli eventi e, ovviamente, da quello sentimentale. Cos’è diventata, in questi anni, la nostra mezza vampira agente governativa “forzata” e con licenza di uccidere? Una vera e propria killer machine, chiamata Mietitrice Rossa , durissima e senza pietà, determinata a eliminare la feccia soprannaturale dalla faccia della Terra. Vi ricorda qualcuno? Sì, proprio lei, la prima, insuperata ammazzavampiri della storia dell’urban fantasy, la bad girl per eccellenza, Anita Blake! Solo che, nonostante porti avanti il suo lavoro con estrema destrezza, i pensieri… monogami… di Cat, spesso, tornano a Bones, all’amore perduto, al vampiro che avrebbe dovuto odiare e di cui, invece, si era perdutamente innamorata, quello stupendo compagno e insegnante, dal sensuale accento British, che aveva dovuto abbandonare per cause di forza maggiore… Quando la ritroviamo – cresciuta, cambiata, meno insicura…

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Sulla ipertrofia del mondo editoriale italiano

Oggi vi segnalo un interessante articolo scritto da Loredana Lipperini e pubblicato su Repubblica , in cui la blogger-scrittrice affronta uno dei problemi più seri dell’editoria contemporanea, e non solo italiana, vale a dire la proliferazione a dismisura della produzione di novità , una produzione incessante che rende sempre di più l’offerta ingestibile, sia per le case editrici, sia per i librai, sia per i lettori. I dati sulle nuove uscite ne attestano il numero annuo in approssimativamente 60mila, una cifra enorme che rende il tempo di permanenza di una novità in libreria praticamente nullo, i calcoli dicono tra i quindici e trenta giorni. Si tratta certamente di tempi molto distanti da quelli che potremmo definire di “vendibilità”, tempi che, per tutti quei libri

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