Oltre ogni limite. Cronache dal bizzarro mondo dell’arte contemporanea, di Micol di Veroli
Probabilmente il nome di molti degli artisti contemporanei citati da Micol di Veroli – da Jeff Koons (ex di Cicciolina) a Damien Hirst, passando per Cattelan e Christo e Jeanne Claude – sono familiari anche a noi profani dell’arte. Li abbiamo letti scritti su qualche giornale, su cui sono finiti per la spettacolarità delle loro performance o provocazioni artistiche (ricordate Lo potevo fare anch’io , di Francesco Bonami?) Ricordiamo tutti l’isola impacchettata di Christo e Jean Claude, il papa colpito dal meteorite di Cattelan ma, a pensarci meglio, anche le montagne di abiti usati di Christian Boltanski, o Marina Abramovic, che immobile su una sedia ha offerto il suo corpo alle azioni del suo pubblico, fornendogli anche appositi strumenti per (eventualmente) torturarla. Si inizia – in questo Oltre ogni limite , viaggio in cui la storica dell’arte Micol Di Veroli ci spiega il messaggio sotteso all’arte contemporanea – dalla Performance art di Tehching Hsieh, che passò un anno intero in una gabbia di legno, immobile sotto gli sguardi del pubblico (One year performance 1978-1979, Cage piece) e da Chris Burden, che nel 1971 si fa sparare a un braccio nella performance Shoot , che “in un singolo momento di lucido terrore, abbatterà per sempre il limite tra arte e realtà”. Ci sono gli artisti-sciamani…