Archiviato sotto febbraio, 2011

La figlia segreta, di Shilpi Somaya Gowda

Si può essere figlia di due madri e di due mondi culturalmente e geograficamente distanti? Da questo presupposto si muove La figlia segreta , il libro d’esordio, commovente e profondo – e scritto con ritmo serrato -, di Shilpi Somaya Gowda, appena uscito per Corbaccio. Nella parte più ricca e agiata del mondo, l’America, per l’esattezza a San Francisco, Somer, che per crudeltà della sorte è una pediatra infantile, non riesce ad avere figli; ha già avuto aborti spontanei e l’ultimo è stato devastante soprattutto sotto l’aspetto psicologico. Suo marito Kris, anche lui medico ma che non è americano bensì indiano, le propone l’adozione. Somer naturalmente tentenna e chiede consiglio a sua madre. «Penso che sia un’idea meravigliosa […]» le dice la madre. «[…] non creerò mai …

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Esce Atti Impuri volume 2, ovvero le riviste letterarie non gettano la spugna

Da qualche anno a questa parte, le riviste letterarie indipendenti italiane si sono organizzate, hanno fatto rete, creando per esempio il BIRRA, il festival delle riviste indipendenti che durante l’ultima edizione, questa estate, ha coinvolto decine di realtà indipendenti riuscendo a ritagliarsi sempre più spazio e coinvolgendo sempre più lettori e autori. Tra le tante realtà che compongono il mondo eterogeneo delle riviste letterarie, ce n’è una che negli ultimi mesi si è dimostrata più vitale delle altre. Si tratta di Atti Impuri , una rivista a cura del collettivo letterario torinese sparajurj , che, dopo la decisione, controcorrente rispetto alle tendenze contemporanee, di espandersi dalla rete alla carta, sta avendo in questi mesi un grande successo. Da un paio di settimane Atti Impuri è tornato nelle librerie con il numero 2 , un numero che – come il numero 1 d’altronde – vanta collaborazioni di grande spessore, dalla contemporaneità delle lettere italiane, rappresentate da Giorgio Vasta, Stefano Raspini e Andrea Scarabelli , fino alle voci dei classici dimenticati, in questo caso quella di François Rabelais , di cui potrete trovare tra le pagine di questo

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Un metodo per leggere

Mi è capitato tra le mani un articolo di Lucio Coco, studioso di antichità cristiane e curatore di alcune pubblicazioni sui Padri e sulle Madri del deserto, dal titolo Per un’etica della lettura , in cui l’autore parla di un testo di Jan Mombaer (1460-1501) dal titolo Rosetum exercitiorum spiritualium del 1494. Si tratta di un libro che si inserisce nel filone della devotio moderna ( lo trovate online – gratis – su Google ebookstore, nell’edizione del 1603) e che di un determinato approccio religioso porta i segni (per esempio, Erasmo da Rotterdam lo definisce senza mezzi termini “nient’altro che cardi e loglio”). Non è il libro in sé che ha destato la mia curiosità, ma il metodo di lettura che troviamo tra le sue pagine. Non riesce a leggere chi non sa controllare la propria vanità, la propria curiosità, l’accidia che ci fa andare o troppo piano o troppo veloce. Non si riesce a leggere se non si riesce a trovare il tempo, da intendersi quasi come il ritmo più che come una manciata di minuti, se non si sa ascoltare se stessi. Così scrive il professor Coco commentando il …

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- "Riflessioni sul Senso della Vita" intervista a Gianmichele Galassi

Nella rubrica di Ivo Nardi: “Riflessioni sul Senso della Vita” intervista a Gianmichele Galassi, Direttore editoriale di Secreta Magazine e di YRMagazine, Editor in chief degli “Atti dei Fisiocritici”, rivista scientifica dell’omonima Accademia delle Scienze di Siena. Autore di circa 60 articoli su riviste nazionali ed internazionali, sia scientifiche che divulgative, è docente in ambito biostatistico in varie Facoltà dell’Università degli Studi di Siena. Dal 2010 collabora con Riflessioni.it come autore della rubrica “Riflessioni Iniziatiche Sull’Uomo, lo Spirito e l’Infinito”.

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