Archiviato sotto febbraio, 2011

Il Dizionario delle Combinazioni Lessicali, di Francesco Urzì

Uno strumento negletto ai nostri giorni, con un sapore rétro, quando non completamente démodé: il dizionario . Nell’epoca del conformismo linguistico e non solo – ahimè! – questo amico silenzioso ha il potere di dare vigore all’espressività conducendola nel campo di una vera creazione artistica capace di rendere condivisibile e al tempo stesso ricco ed evidente il mondo interiore. Ricordiamo che un vocabolario ampio, flessibile e ben articolato non ha solo gradevoli effetti stilistici, ma permette una vera e propria appropriazione della realtà. Non si può esprimere ciò che non si vede e non si vede solo con gli occhi o, per meglio dire, il modo in cui vediamo la realtà non è solo un fenomeno visivo, ma squisitamente culturale. Tuttavia, ricercando l’autenticità di cui siamo portatori, in modo quasi schizofrenico, ci appropriamo per riprodurle di formule preconfezionate che hanno l’unico pregio di essere “alla moda”. I cosiddetti plastismi. Francesco Urzì, traduttore al Parlamento europeo, ha pubblicato per i tipi della Convivium il Dizionario delle Combinazioni Lessicali . L’opera nasce da un lavoro di ricerca e di rifinitura durato ventisette anni, annovera poco peno di settemila lemmi e oltre centomila combinazioni che non vanno ricondotti, però, come ribadisce l’autore, al lessico di base. Il dizionario è concepito per rinviare l’utente a contesti reali, capaci di metterlo in condizione di focalizzare immediatamente i possibili contesti d’uso. La competenza lessicale che si manifesta nella scelta corretta delle parole da “collocare”, può variare a seconda del livello di cultura e di istruzione dello stesso madrelingua. L’uso attivo, scolastico o professionale, della lingua madre […] pone sovente nella necessità di reperire l’elemento lessicale che completi…

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Sul destino della lettura nell’epoca digitale

Stamattina vi segnalo un interessante articolo di Giorgio Fontana , scrittore e giornalista freelance milanese, pubblicato sul sito Webtarget e dedicato al destino a cui va incontro la lettura nell’epoca della digitalizzazione. L’analisi di Fontana, al di là del pessimismo apocalittico o dell’ottimismo integrato dei nuovi barbari che spesso domina i discorsi di questo tipo, ritrae una realtà in evoluzione , quella del nostro rapporto con i testi e con le informazione che questi contengono. Una cosa sembra certa, la lettura all’epoca dei social network, della connessione perpetua e delle apps deve fare i conti con una attenzione saltuaria , una concentrazione frammentata , il che si tramuta in tempi di lettura ridotti a pochi secondi e su un’attenzione selettiva che, secondo i dati citati da Fontana, si limiterebbe al 20% delle parole. Sono segnali sicuramente inquietanti , che minano le basi su cui poggia l’atto stesso della lettura endofasica,vale a dire quella attività mentale che ci permette di decodificare i testi scritti senza doverli declamare ad alta voce. Pare, insomma, che la fase della storia della lettura iniziata ufficialmente il giorno in cui Agostino d’Ippona andò a trovare, nei

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Il correttore, di Ricardo Menéndez Salmòn

Non capita spesso che la complessità del mondo riesca a convivere con i caratteri stampati di una storia di carta, di uno degli incontabili romanzi che l’ipertrofica macchina editoriale contemporanea. Eppure, tra le righe di questo romanzo dello spagnolo Ricardo Menéndez Salmòn, intitolato Il correttore e pubblicato da pochi giorni fa dalla Marcos y Marcos , il mondo affiora. A partire dalla Tragedia, quella che sconvolse Madrid l’11 marzo del 2004, e al Dolore, alla Paura e all’Impotenza che l’essere umano istintivamente prova nel trovarsi di fronte alle macerie che la Storia lascia dietro di sé, quando questa si risveglia dal torpore, fino all’Amore, quello che lega Vladimir, il protagonista, il correttore di bozze, alla sua compagna Zoe, correttrice, o meglio, restauratrice di opere d’arte: gli ingredienti della vita ci sono tutti, e anche piuttosto ben mescolati, senza eccessi. A parte – a voler essere severi – un paio di sbavature, infatti, la lunga giornata emotiva di Vladimir, alle prese con gli errori del mondo, oltre che con quelli dei Demoni di Dostoevskij, riesce a procedere sulla sottile linea rossa che separa la profondità dalla banalità, senza mai – o quasi – attraversarla. E non è cosa da poco, perché il nemico numero uno di un romanzo come questo, quello che miete vittime ogni giorno tra i romanzi contemporanei, è proprio la banalità. Un bel romanzo, dunque, che

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Sarà presentata il 2 marzo la nuova attesissima versione dell’iPad

Come sempre accade quando si parla di nuovi prodotti firmati dal genio di Steve Jobs, anche questa volta, all’ufficializzazione della data di presentazione dell’attessissimo nuovo modello di iPad, che avverrà il prossimo 2 marzo a San Francisco e, in contemporanea, a Londra (alle 19 ora italiana), si è scatenato l’entusiasmo e la curiosità di tutti gli appassionati. Secondo alcune indiscrezioni, questo nuovo iPad 2 dovrebbe essere più agile e leggero del suo fratello maggiore, avere una migliore risoluzione e, probabilmente, essere dotato di una videocamera integrata . In realtà, però, da Cupertino è arrivato, qualche giorno fa, l’ordine categorico per tutti i dipendenti dei suoi store, di mantenere la più assoluta segretezza sul nuovo prodotto, il che rende l’attesa, a questo punto, l’unica scelta possibile. L’unica certezza, per ora, sembra essere dunque lo slogan scelto da Steve Jobs per questo grande evento: Come to see what 2011 will be the year of, che tradotto suona più o meno come “venite a vedere quale sarà il prodotto del 2011″. Via | iPad2.it Sarà presentata il 2 marzo la nuova attesissima versione dell’iPad

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