Archiviato sotto aprile, 2011

Mia lingua italiana, l’ultimo saggio di Gian Luigi Beccaria pubblicato da Einaudi

I celebratissimi centocinquanta anni di vita da una parte, la sempre meno celebrata ricorrenza del 25 aprile dall’altra; mai come in questi giorni è utile ragionare sul tanto consueto quanto immenso paradosso su cui poggia l’esistenza del nostro paese, vale a dire l’essere nato non a partire da una realtà culturale, economica o sociale preesistente, come la gran parte degli stati europei, ma piuttosto da una idea, da una intuizione culturale: la Lingua. Parafrasando l’articolo primo della nostra amatissima e citatissima – ma purtroppo sconosciuta ai più – Costituzione, si può infatti affermare che l’Italia è una repubblica fondata sulla Lingua, una lingua che per altro è nata e si è sviluppata, se così si può dire, “in provetta”, prima nella fantasia e nei sogni di una classe intellettuale, a partire da Dante , per intenderci, fino a Manzoni . E proprio per non dimenticare la fondamentale genesi culturale del nostro paese, utile per comprendere appieno ogni singola difficoltà che nella storia l’Italia si è trovata ad affrontare, che vi segnaliamo la pubblicazione, da parte di Einaudi , di un interessante saggio di uno dei più eminenti studiosi della lingua italiana in circolazione, Gian Luigi Beccaria , un saggio intitolato “Mia lingua italiana” , il cui unico neo è il prezzo, 10 €, che per un libretto di novanta pagine in gabbia larga forse è un po’ eccessivo. Per fortuna esistono ancora le biblioteche. Gian Luigi Beccaria Mia lingua italiana Einaudi euro 10 € Mia lingua italiana, l’ultimo saggio di Gian Luigi Beccaria pubblicato da Einaudi

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Dopo La scuola degli ingredienti segreti, in uscita La casa dei destini intrecciati, di Erica Bauermeister

Credo che mi accaparrerò ad occhi chiusi il nuovo libro di Erica Bauermeister, in uscita per Garzanti – in contemporanea internazionale – il 28 aprile prossimo. L’autrice d’altronde è diventata best seller, all’inizio, solo grazie al passaparola dei librai americani e io ho molto amato, per motivi che ho già esposto, il suo La scuola degli ingredienti segreti. Secondo le anticipazioni diffuse riguardo la trama di questa Casa dei destini intrecciati , si tratta anche stavolta di una storia di donne, tutte con alle spalle un passato da affrontare e “risanare” con coraggio. Kate, la protagonista, durante la sua cena di compleanno a base di enchiladas, pollo arrosto e pomodori grigliati, riceve

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Consigli di lettura per il 25 aprile

Oggi è l’anniversario della liberazione dell’Italia dalle forze di occupazione nazi-fasciste, lo ricordo a me stessa prima che a voi, perché la coincidenza di questa ricorrenza con il lunedì dell’angelo, rischia di confondere le idee. Per chi non vuole rinunciare alla spensieratezza della “pasquetta” e, allo stesso tempo, pensa sia giusto ricordare cosa ha significato quel 25 aprile di sessantasei anni fa, ecco qualche titolo a cui dedicare una parte della giornata. Sono romanzi molto noti, che probabilmente vi hanno costretto a leggere a scuola e per questo non li avete apprezzati abbastanza. Magari riaprendoli oggi, per libera scelta, riuscirete a farvi coinvolgere, a indignarvi e a commuovervi. Vi invito ad allungare la lista! L’agnese va a morire, di Renata Viganò Il partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio I

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Libri che non piacciono nemmeno al gatto: “Guerra e pace” di Lev Tolstoj

Se da un lato c’è chi stila una classifica generale dei libri da non leggere prima di morire , dall’altro c’è la classifica personale di ogni lettore, classifica che annovera sia i libri più belli che sono stati letti sia quelli più brutti. Una classifica del genere, per ovvie ragioni, è del tutto personale e potrebbe non essere condivisa da altri. Ma, del resto, ogni lettore è arbitro delle proprie letture e, liberamente, può stabilire cosa gli piace e cosa no, a dispetto di blasonate recensioni e classifiche di vendita. Allo scottish fold del video pare non piaccia Guerra e pace di Lev Tolstoj (chissà, visto che è in inglese, forse non gli andrà a genio la traduzione…). Al di là dello scherzo, c’è un libro al quale voi dareste la palma di “libro che non piace nemmeno al gatto”? A rischio di essere impopolare, la mia scelta di “libro che non piace nemmeno al gatto” cade su Gomorra di Roberto Saviano . Ho iniziato a leggerlo diverse volte, è sul mio comodino da anni ormai, ma non riesco proprio a farmelo piacere. Dopo alcune pagine l’attenzione cade, lo stile non mi cattura e, immancabilmente, lo chiudo e passo ad altro. Prima o

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