Archiviato sotto agosto, 2011

Gli ex libris: passione per la lettura e per l’arte

Gli ex libris (dal latino, traducibile con d ai libri di… ) sono un vero e proprio must per molti: un talloncino di carta (o un timbro) da applicare sulla prima pagina di un libro per indicare chi è il proprietario. Spesso sono delle vere e proprie opere d’arte tanto da far nascere tutto un filone di collezionisti. Oltre alla scritta ex libris e al nome del proprietario c’è un’immagine che può essere un semplice ghirigoro o un disegno molto dettagliato. Gli ex libris son antichissimi e si trovano sui codici scritti da abili amanuensi come anche negli incunaboli. Il loro momento d’oro è stato il Seicento e il Settecento, ma, in realtà, non hanno mai perso il proprio fascino. Oggi li si usa anche negli eBook , come Social DRM per indicare i dati essenziali dell’acquirente del libro digitale. A me piacciono, ma sui libri degli altri: sui miei non metto mai nemmeno il mio nome A voi piacciono? Avete un vostro sigillo speciale? Foto | 324PS版畫工作房 – 50 Watts – cori kindred – halighalie – justgrimes – ragesoss – Thomas Shahan 3 – xcaballe Gli ex libris: passione per la lettura e per l’arte

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Black Moon. Un bacio prima di morire, di Keri Arthur. Sesto libro per Riley Jenson

Black Moon. Un bacio prima di morire , di Keri Arthur , è il sesto libro della serie australiana urban fantasy hot di Riley Jenson. Nella movimentata avventura precedente, Black Moon. L’abbraccio della notte , oltre ai due casi su cui la nostra ibrida vampiro-mannara aveva indagato come Guardiano – poliziotto, giudice e boia per le creature soprannaturali pericolose -, erano avvenuti due fatti importanti (attenzione, seguono spoiler per chi non ha letto il quinto libro): la fine della relazione con il lupo Kellen, incapace di sopportare la vita pericolosa della donna, e la scoperta di un nuovo potere, uno dei tanti indotti dal farmaco somministratole: quello di potersi bizzarramente trasformare in un utile gabbiano (la trasformazione in uccello, nel libro precedente, le aveva salvato la vita). In Black Moon. Un bacio prima di morire (di tutta la serie si parla…

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Maschere per un massacro di Paolo Rumiz

Sono passati vent’anni e qualche mese dall’inizio della guerra in Jugoslavia, la prima guerra combattuta sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale, una guerra che è passata alla storia come guerra civile, uno scontro tra etnie, civiltà e culture la cui convivenza in una regione ad alto potenziale esplosivo – i Balcani – ad un certo punto è implosa, è collassata portandosi dietro ciò che restava della Jugoslavia di Tito. Una guerra che però nascondeva altro. A distanza di quattro lustri dall’inizio di quella tragedia – e a distanza di una quindicina d’anni dalla sua prima pubblicazione – la casa editrice Feltrinelli ha chiesto al giornalista Paolo Rumiz di scrivere un nuova introduzione per riattualizzare quel suo reportage esplosivo, capace di strappare la maschera della realtà di cartapesta che ci hanno sempre disegnato davanti agli occhi, rivelando una realtà da brividi. “Il libro narra – scrive Rumiz nella nuova introduzione – “un viaggio doloroso, affascinante e pieno di inganni, verso la rumorosa caduta del sipario che nasconde gli eventi”. A lettura terminata, a viaggio concluso, il lettore capisce perfettamente quanto sia adatto l’uso della parola “sipario” riferito a quella torbida realtà. Soprattutto perché la parola sipario se ne porta dietro un’altra, che Rumiz mi sembra non usi mai direttamente, ma che affiora costantemente dai suoi ragionamenti: la parola “palcoscenico”. Nella descrizione e nelle analisi di Rumiz, difatti, la “guerra civile Jugoslava” appare in tutta chiarezza come una guerra costruita a tavolino, voluta dai poteri forti di ognuna delle realtà in gioco per mantenere lo status quo ante, per mantenere, cioè, la propria egemonia. Il vero elemento disturbante e pericoloso per questi poteri forti, come emerge fin troppo bene dalla ricostruzione di Rumiz, è esattamente quello che tutti noi abbiamo sempre individuato – sbagliandoci di grosso – come elemento scatenante del conflitto: vale a dire la convivenza e il multiculturalismo. Questa terrificante guerra, che ha riportato davanti agli occhi dell’Europa intera scene che pensavamo irripetibili – massacri, fosse comuni, distruzione e razzia – non è…

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- "Riflessioni sul Senso della Vita" intervista ad Ennio Rega

Nella rubrica di Ivo Nardi “Riflessioni sul Senso della Vita” intervista ad Ennio Rega, pianista e cantante, cantautore particolarmente apprezzato dalla critica, di origine salernitana trapiantato a Roma, musicista versatile che ama cimentarsi in progetti diversi.

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