Archiviato sotto agosto, 2011

Insultiamoli, di Carla Ferguson Barberini

Sotto il nome di Carla Ferguson Barberini si muove un “collettivo di professionisti della comunicazione che operano in vari ambiti”. Il collettivo ha pubblicato con Aliberti Il metodo sticazzi e, ora, Insultiamoli! Il piccolo libro degli insulti alla Casta (titolo preso dalla copertina), pamphlet che a mio avviso parte bene e finisce male. Parte bene con un’ampia contestualizzazione storico-sociologia dell’insulto, con una dettagliata analisi dei discorsi di alcuni politici in questa o quella tv e dei vari insulti che i nostri parlamentari si sono scambiati. Finisce male perché cade negli stessi errori che denuncia (scrivono: “ Per riuscire nell’arte dell’insulto, invitiamoci a non esagerare. Dieci vaffanculo hanno minor valore di uno solo, se rabbiosamente accavallati l’uno all’altro in un impeto di astio verbale ”): invitando i lettori a insultare i politici, gli autori propongono una serie di improperi ai vari personaggi della scena politica italiana, scivolando nel qualunquismo e in una volgarità che, un insulto che vorrebbe essere d’arte, stonano del tutto (del resto Eduardo De Filippo lo diceva che la pernacchia è un’arte non alla portata di tutti). Trovo discutibile, infine, che vengano annoverati tra gli insulti aggettivi che indicano alcune fasce della società che già sono abbastanza vituperate (per esempio: usare il termine “gay” come insulto). Un libricino da leggere, se si vuole, sotto l’ombrellone giusto per iniziare due chiacchiere con i vicini.

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- "L’elusivo James Hillman e la quest psicologica alchimistica e mitopoietica dell’anima." di Diego Pignatelli Spinazzola

Nella rubrica d’autore “Riflessioni sulla Psicologia Transpersonale” di Diego Pignatelli Spinazzola: “L’elusivo James Hillman e la quest psicologica alchimistica e mitopoietica dell’anima.”

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Anteprima Booksblog. Avevano spento anche la luna, di Ruta Sepetys

Aprii il blocchetto di carta da scrivere che avevo messo in valigia. “14 giugno 1941. Cara Joana” era rimasto solitario sulla prima pagina, un titolo senza una storia. L’avevo scritto quasi due mesi prima, la notte che eravamo stati portati via. Dov’era Joana? Cosa avrei dovuto scrivere ora se volevo finire la lettera? Sentii la voce della mamma che mi ammoniva di stare attenta, ma al mia mano cominciò lo stesso a muoversi La madre di Lina va ad aprire in tacchi, cercando di non perdere la calma, alla NKVD, quella sera in cui lei e la sua famiglia vengono arrestati dalla polizia sovietica. In effetti, Lina avrebbe dovuto capirlo da tempo, che avrebbero presto abbandonato tutto, nella sua amata Lituania. “Ripensandoci, i segnali c’erano tutti: foto di famiglia bruciate nel camino, la mamma che nel cuore della notte cuciva l’argenteria e i gioielli più belli nella fodera del suo cappotto e il papà che non tornava dal lavoro”. E poi la mamma …

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L’onore perduto di Isabella de’ Medici, di Elisabetta Mori

Isabella de’ Medici è stata al centro di interesse per l’ultimo mezzo millennio, dalla fine del ‘500 ad oggi, ma soprattutto è stata al centro di equivoci e leggende che ne hanno trasfigurato l’essenza e la vera natura. Il padre Cosimo de’ Medici la dà in sposa a Paolo Giordano Orsini, duca di Bracciano, entrambi giovanissimi, per ovvie questioni politiche e di potere. Ciononostante, in modo del tutto inaspettato, tra i due sembra scoppiare l’amore e, almeno all’inizio, vivono un vero e proprio idillio. Ma la situazione economica degli Orsini inizia l’inesorabile decaduta nel momento in cui, per volere di Cosimo, Giordano rinuncia, come avevano fatto tradizionalmente i suoi avi, ad appoggiare i francesi a favore della Spagna. Sarà la sua dannazione. Gli spagnoli non si fideranno mai di lui, i francesi lo allontaneranno, i papi prima lo sosterranno…

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