Archiviato sotto agosto, 2011

Lacrime di tenebra, di Laurell K. Hamilton. Sempre meglio Merry Gentry!

Lacrime di tenebra , di Laurell K. Hamilton , è il settimo libro della bella serie urban fantasy hot di Meredith Gentry, investigatrice a Los Angeles e principessa di Faerie (le cui corti fatate si trovano nelle colline cave del Missouri. Per ogni approfondimento del contesto e della mitologia della serie vi rimando a questo articolo). (Attenzione: seguono spoiler per chi non ha letto il piacevolissimo Un soffio di gelo ). Ci siamo! Finalmente Merry è incinta di due gemelli multi-padre – Doyle, Frost, Sholto, Galen, Mistral, Rhys (mi chiedo che aspetto avranno questi bambini…) – e, come promessole, è pronta a diventare regina della Corte Unseelie (ma anche Seelie, come vorrebbero alcuni. D’altronde, viste le linee di sangue, il favore della Dea e il risveglio del mondo fatato, Merry, di fatto, avrebbe tutto il diritto di diventare regina dell’intera Faerie… Lei o, in effetti, i suoi figli, riflettendoci…). In Lacrime di tenebra assisteremo al cambiamento di Merry che, per proteggere i nascituri, le persone che ama e il suo futuro trono, questa volta scenderà in campo duramente contro chi le vuole male , comportandosi come la regina che dovrebbe diventare. Cel, l’altro pretendente al trono, ora in azione, e Andais, la crudele Regina dell’Aria e delle Tenebre – un paio di parenti-serpenti di Merry – riceveranno quello che si meritano, chi più chi meno. Ma non solo… Si scoprirà anche chi uccise il padre di Meredith, tante domande troveranno risposta, un personaggio amato – ve lo voglio anticipare – tornerà, molto spazio verrà dato a Sholto, poco a Taranis, re della Luce e delle Illusioni, zio violentatore, folle e sterile di Merry, che la reclama, conosceremo altri…

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Le più belle pagine d’amore. Jane e Mr Rochester (Jane Eyre)

Il matrimonio? La tomba dell’amore, dice il luogo comune. Dipende, direbbe Jane Eyre, dopo quante peripezie ci arrivi, e a quale prezzo (attenzione: segue spoiler di Jane Austen!Ehehehe). Visto il suo caso, poi, il matrimonio può diventare un vero colpo di scena se – come sa chi ha letto l’omonimo romanzo di Charlotte Bronte, corona un sogno d’amore lungamente impossibile. Dopo impedimenti apparentemente insuperabili, come la differenza sociale fra gli sposi, la scarsa autostima di lei (!) e un pregresso matrimonio non rivelato che rischia di mandare tutto all’aria (anche a causa, diciamo, del cattivo temperamento della sposa precedente). A parte queste ironiche pennellate su uno dei più bei romanzi di sempre, vi riporto il brano in cui Jane descrive la sua felicità di donna sposata, con una delle mie frasi preferite di sempre sul significato di essere (felicemente) in coppia:

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Booktrack, una colonna sonora per ogni eBook

Questa ragazzi è la classica idea che “a non averci pensato prima”, ovvero chissà da quanto qualcuno avrebbe potuto realizzarla, se gli fosse venuto in mente. Aggiungere musica ai testi pubblicati in ebook. Ma certo! Data la natura digitale e quindi aperta al multimediale dell’eBook, appunto, “perchè non pensarci prima”? E invece i primi a pensarci sono stati solo loro, quelli di Booktrack, e in particolare il 35enne Paul Cameron, fra i fondatori della società che diffonderà nel mercato eBook con opportuna “colonna sonora” pensata ad hoc per l’atmosfera dei vari passaggi del testo. I titoli in cantiere, in uscita a settembre, sono soprattutto classici, da Huckleberry Finn a Jane Eyre, Romeo e Giulietta e i Tre Moschettieri, ma sono in programma anche titoli di Rushdie e Jay McIrney. “Amplifica la tua immaginazione e ti fa entrare più a lungo nella storia”, ha detto Cameron al New York Times . Si tratterà di musiche strumentali e ambientali, soprattutto, ma ci saranno anche effetti sonori come rumori di passi, scoppiettare del fuoco, il rumore della pendola dell’orologio in salotto. Sarà. Io invece sono fra coloro che pensano che si legga per isolarsi dagli altri stimoli del mondo circostante. Si disattivano odorato, senso del tatto, e anche le orecchie: sono abilissima, da sempre, a farlo (e mi riesce anche – per fortuna – quando scrivo). Quindi penso che alla “colonna sonora” della mia lettura non farei proprio caso, o al massimo sarebbe un ulteriore elemento di disturbo che il mio cervello disattiverebbe. D’altronde immagino – visto che i testi pubblicati saranno soprattutto classici – che i primi titoli verranno comprati anche da chi già conosce i battibecchi di Jane e Rochester o le crisi amorose di Romeo e Giulietta, e saranno quindi comprati per lo sfizio di avere nel cassetto l’ennesima novità tecnologica. Per il resto, la mia opinione è che se non sono le parole dell’autore…

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- "L’archetipo della Grande Madre letto attraverso le antiche leggende dei nativi americani" di Elisa Morucci

Nella rubrica d’autore “Riflessioni sui Nativi Americani” di Alessandro Martire: “L’archetipo della Grande Madre letto attraverso le antiche leggende dei nativi americani” di Elisa Morucci

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