Archiviato sotto settembre, 2011

A Milano prove di festival letterario, questo sabato con Roland

Da un po’ di tempo si sente parlare della volontà di lanciare un Festival di Letteratura anche a Milano , una città che già ospita rassegne importanti come la Milanesiana organizzata da Elisabbetta Sgarbi e OfficinaItalia , del duo Antonio Scurati – Alessandro Bertante, ma che rischia di perderle entrambe nel prossimo futuro. Ma mentre alcuni degli eventi editoriali più importanti della città sono in forse, ce n’è uno che sta nascendo e che vuole diventare un appuntamento fisso della fine dell’anno editoriale, più o meno a giugno dunque. Si chiama Roland , è curato da Giorgio Vasta e Marco Peano, in collaborazione con Ilaria Bernardini, Matteo B. Bianchi e Elena Quarestani e nasce con un obiettivo decisamente ambizioso: provare a dotarsi di ulteriori diottrie per comprendere sempre più

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Le ricette di Nefertiti, di Bruno Gambarotta

Una lettura veramente godibile quella dell’ultimo romanzo di Bruno Gambarotta dal titolo Le ricette di Nefertiti (Garzanti). Una lettura piacevole sia perché scritta molto bene da Gambarotta, con uno stile semplice e accattivante e con un linguaggio fluido, sia perché l’autore, nel raccontare le vicissitudini di alcuni papiri, prende bonariamente in giro l’attuale società e cultura italiana. Bruno Gambarotta, in fin dei conti, con la scusa dell’Egitto, delinea uno spaccato di un certo tipo di cultura di oggi. La storia è ambientata a Torino dove un egittologo del Museo Egizio, nel catalogare una donazione ritenuta senza valore, scopre dodici papiri che sarebbero nientepopodimeno che il ricettario di Nefertiti. Ma, per una sorta di vendetta della moglie dell’egittologo, questi papiri vanno a finire in regalo a dodici donne della Torino bene. Il libro, quindi, narra le avventure del professor Paolo Maria Barbarasa (l’egittologo, appunto) che cerca di recuperare i dodici preziosi reperti. Il romanzo è pieno di allusioni alla società contemporanea, con la divertente messa…

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L’Imperatore della Cina, di Tilman Rammstedt

Oggi siamo stati solo nella città proibita. Il nonno ha passato in rassegna le maestose tre grandi sale (la Sala della Suprema Armonia, la Sala dell’Armonia intermedia, la Sala della Preservazione dell’Armonia) con sguardo annoiato (“vistoso” ha definito il trono imperiale, “dubbio” il rilievo del drago in pietra)…a tutte le mie proposte reagisce con un “E’ molto lontano?” con un “Sicuramente là non ci sono bagni” o con un “E’ roba per buddisti”. L’Imperatore della Cina di Tilman Rammstedt è il romanzo è il più divertente che ho letto quest’anno (fra l’altro ha vinto il premio Bachmann 2008). E’ stato scritto da un neanche-quarantenne tedesco che suona in una band e che ci regala un testo comico che personalmente credo che regalerò a tutti i miei amici che festeggeranno il compleanno da qui ai prossimi tre mesi. L’humour nasce fin dalle prime pagine dai modi in cui il protagonista Keith viene continuamente messo in ridicolo dalla sua famiglia, dal nonno, dalla sua donna e dalla ridicola (appunto) situazione in cui si mette con le sue mani: passare quindici giorni sotto una scrivania a scrivere immaginari resoconti del viaggio in Cina, mai compiuto, e che in teoria avrebbe dovuto fare col nonno a cui i medici hanno dato poce settimane di vita. Da dieci giorni quasi tutto si svolgeva sotto quella scrivania. Strisciavo lì intorno carponi e mi muovevo solo in quelle parti della sanza non visibili dall’esterno, le ginocchia imbottite con le spugnette per lavare i piatti. Dormivo sotto la scrivania, mi ci spalmavo le fette di pane, disegnavo un cielo stellato sul retro del piano del tavolo, aspettavo che le due settimane fossero trascorse, che verosimilmente potessi essere tornato dalla Cina…. Non è in fondo una splendida raffigurazione della condizione dello scrittore? Essere inadeguati alla vita e volerne ricreare una per conto proprio, dove si è gli unici a decidere le regole? Intagliare un cielo stellato in un nascondiglio e (come accade al protagonista) scrivere fantasiosi resoconti …

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- "L’Agosapere" di Michele Proclamato

Nella rubrica d’autore “Riflessioni sull’Ottava” di Michele Proclamato: “L’Agosapere”

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