Archiviato sotto settembre, 2011

L’autobus di Rosa di Fabrizio Silei e Maurizio A.C. Quarello

La sera del 1° dicembre del 1955, su un autobus di linea della città di Montgomery, in Alabama, una signora di colore di poco più di quarant’anni fece un piccolo gesto che cambiò la storia di un’intera nazione. Si chiamava Rosa Parks e quella sera, rifiutandosi di cedere il proprio posto a un bianco, inflisse un colpo decisivo alla segregazione razziale negli Stati Uniti. Aiutato dalle belle illustrazioni di Maurizio A.C. Quarello, Fabrizio Silei, sociologo e scrittore per ragazzi, riesce a raccontare la storia di Rosa da un punto di vista decisamente interessante. Siamo infatti ai giorni nostri, al museo Ford di Detroit, dove l’autobus di Rosa è conservato come una reliquia. Seduto dentro l’autobus – proprio nel posto che fu di Rosa Parks – un nonno racconta a suo nipote quell’incredibile quarto d’ora in cui la Storia gli è passata di fianco e lui non ha saputo essere all’altezza. E’ una storia amara quella che il nonno racconta al nipote, una storia fatta di quotidiani soprusi, di un tempo in cui sulle vetrine dei negozi c’erano appesi i cartelli che vietavano ai neri di entrare e gli uomini incappucciati di bianco del KKK li linciavano impuniti, di quando a scuola le classi erano separate. Ma quella la storia del nonno è anche una storia sulla paura degli uomini di fronte alla Storia, quella paura che quella sera del 1° dicembre del 1955 lo bloccò come un sasso mentre assisteva al placido gesto di rivolta della signora Parks. Ed è proprio questo l’aspetto a mio parere più notevole de L’autobus di Rosa, un libro edito da Orecchio Acerbo, coprodotto e pubblicato in altri sei paesi – Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Grecia e Brasile – e sostenuto da Amnesty International. Insomma, un libro importante in un momento come questo, in cui la segregazione razziale non è più soltanto un…

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Banned Books Week: la mappa dei libri sotto accusa e i dieci libri più censurati del 2010

Vi ho già accennato qualche giorno fa dell’esistenza, negli States, della settimana dei libri proibiti, la Banned Books Week , una settimana dedicata alla sensibilizzazione del pubblico su un problema tanto assurdo quanto, nostro malgrado, ancora molto reale, quello della censura dei libri di narrativa accusati di attacchi alla morale o ai precetti della Bibbia. Per rendersi conto di quanto sia grottesco e diffuso il problema vi segnalo due interessanti fonti di informazione. La prima è una bella infografica relativa alla top10 dei libri bannati in USA , pubblicata dall’Huffington Post. Una carrellata di titoli che molti di noi hanno letto e amato, da Brave new world di Aldous Huxley fino alla saga di Twilight, che ci fanno percepire in un attimo la trasversalità e l’assurdità di questa piaga. L’altra risorse che vi segnalo è la mappa dei libri censurati , una semplice googlemap degli Stati Uniti tappezzata di puntine che segnalano ogni libro “challenged” negli States, vale a dire colpito da una a caso delle fantasiose e incredibili accuse che colpiscono centinaia di volumi ogni anno, da quelle relative al linguaggio a quelle relative ai riferimenti sessuali o religiosi. Insomma, un bel modo, anche questo, di rendersi conto di quanto sia diffusa e trasversale la tendenza moralizzante negli States. Banned Books Week: la mappa dei libri sotto

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Corinna. La regina dei mari, di Kathleen McGregor, e Il fiore di Scozia, di Stefania Auci. Piccola parentesi di romance storico italiano

Corinna. La regina dei mari , di Kathleen McGregor , in ripubblicazione, e Il fiore di Scozia , di Stefania Auci , sono due libri in uscita che, pur non appartenendo al genere fantastico, ma al romance storico, m’incuriosiscono molto. E non solo perchè, relativamente al primo, amo le storie di pirati ambientate nei Caraibi (rara eccezione, per quanto riguarda il mio pieno gradimento, alla seconda metà dell’800 inglese/americano/australiano/indiano), ma perchè mi aspetto da entrambe le scrittrici italiane una ricostruzione, un’ambientazione storica ben fatta, attenta, senza i penosi anacronismi di cui ho recentemente dovuto leggere in tanta narrativa historical paranormal romance, in Karen Marie Moning, ad esempio (chiedendomi come fosse possibile essere costretta a sospendere l’incredulità NON per gli elementi fantasy, ma per quelli “realistici” e perchè certe autrici scegliessero il passato per ambientare i propri romanzi senza essere in grado di rispettare criteri almeno minimi di verosimiglianza). Ebbene, questo rispetto – il rispetto per la Storia – sono certa che McGregor e Auci ce l’abbiano e che derivi da studi non superficiali …

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- "Ludwig Wittgenstein, la logica e la medicina" di Federico E. Perozziello

Nella rubrica d’autore “Filosofia della Medicina” di Federico E. Perozziello: “Ludwig Wittgenstein, la logica e la medicina”

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