Archiviato sotto settembre, 2011

La liturgia della lettura

Si dice che Machiavelli , quando leggeva, si vestisse con abiti del periodo in cui era vissuto lo scrittore che stava leggendo; si dice anche che, quando era immerso nella lettura, facesse imbandire la tavola sia per lui che per l’autore che stava leggendo. Marcel Proust , nello scritto Sulla lettura – che nacque come introduzione alla versione francese di Sesamo e gigli di John Ruskin – parla di quella speciale liturgia che accompagna la lettura di un libro speciale: Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di avere perduto senza viverli, i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro. Tutto quello che piaceva ai più lo allontanavamo come un volgare ostacolo per un piacere divino: l’amico che veniva a cercarci per giocare quando stavamo nel passaggio più interessante; la molesta ape o il raggio di sole che ci obbligava ad alzare gli occhi dalla pagina o a cambiare posizione; la merenda che ci avevano …

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Problemi ai commenti su Blogo

La migrazione dei server Blogo, di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa, ha lasciato qualche strascico problematico nei commenti: in molti blog non è possibile commentare normalmente. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a portare pazienza: i tecnici sono al lavoro per risolvere il disguido che ha colpito il nostro servizio Antispam, portandolo a non riconoscere più i messaggi di commento legittimi. Speriamo di essere di nuovo operativi entro la mattinata. Grazie! Problemi ai commenti su Blogo

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Le più belle pagine d’amore. Oscar e Alfred (De Profundis)

Non è una lunga lamentazione sulle sofferenze del carcere, il De profundis di Oscar Wilde. A chi non conoscesse questa splendida opera scritta in prigionia a Reading – dove Wilde finì ultraquarantenne con l’accusa di omosessualità per aver amato Alfred Douglas – consiglio di recuperare la lacuna. Si tratta infatti di un testo, una lunga lettera in pratica, in cui l’autore svela la sua profondità, la sua umanità, la sua vocazione all’arte, la sua fede nella verità – che ai tempi, lo sappiamo, costava carissimo – di un amore che lo aveva portato, fra l’altro, alla rovina economica ( per soddisfare i capricci del ragazzo, a cui fra l’altro si riunì una volta uscito dal carcere). Wilde e Alfred tornarono insieme, ma in carcere lui lo accusa di suoerficialità e di poca compassione nei confronti della sua vicenda (fra l’altro si misero in mezzo anche i genitori di Alfred), componendo uno dei più bei inni all’amore, al significato della sofferenza, all’umiltà, che ci abbia regalato la storia della letteratura. “Solo i peccati dell’anima sono vergognosi. Credi davvero di essere stato degno dell’amore che ti portavo in un qualsiasi periodo della nostra amicizia, credi che per un solo momento io abbia pensato che tu lo fossi? Sapevo che non lo eri. Ma l’amore non si contratta al mercato né lo si misura con la bilancia del truffatore. La gioia che da esso ci proviene, come la gioia…

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