Archiviato sotto novembre, 2011

Louis Aragon racconta Giorgio de Chirico

La metro. Quante ore ci passiamo dentro, in attesa di arrivare a destinazione, di incontrare o meno una persona, una situazione, o una speranza? Talmente tante che ne abbiamo dimenticato il numero. Ci sono momenti nei quali tale tempo sembra completamente perso, o almeno era quello che mi ripetevo ieri sera mentre la linea 4 della metro parigina faceva i capricci più del solito. Problemi tecnici prolungavano l’attesa ad ogni fermata, e naturalmente il disagio si accresceva con l’aumentare dei passeggeri in cerca di qualche treno un po’ meno stipato. Tra rassegnazioni e nervoso crescente ho alzato lo sguardo. Sulla parete del vagone c’era un pannello bianco con delle scritte nere o rosa, non la solita pubblicità, ma una poesia di Louis Aragon dedicata a

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La classifica dei libri della settimana, scalata di Ibrahimovic e Morelli

Poche le novità della classifica dei libri più letti, questa settimana. Volo con il suo Le prime luci del mattino (Mondadori) rimane stabile in seconda posizione, sul podio, dietro Inheritance di Christopher Paolini (Rizzoli) , e neanche Faletti molla i primi posti, restando al terzo posto con Tre atti e due tempi (Einaudi). Alle sue spalle, l’ultimo romanzo di Murakami 1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre (Einaudi) mentre la prima delle due new entry della settimana, in quinta posizione, è l’autobiografia Io Ibra (Rizzoli) del calciatore Zlatan Ibrahimovic (con David Lagercrantz) la cui vita, spiega, è stata“tutta una fiaba. Un viaggio dal ghetto verso un sogno”. Non molla neanche Mr Gwyn

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Furio Monicelli, autore de “Il gesuita perfetto”, è morto

A 89 anni è morto a Milano Furio Monicelli, fratello di Mario . Il gesuita perfetto fu il suo primo e più noto romanzo, pubblicato nel 1960 da Longanesi. Il libro è poi stato ripubblicato da Mondadori con il titolo di Lacrime impure e nel 2006 Saverio Costanzo ne ha curato la trasposizione cinematografica con il film In memoria di me , interpretato da Christo Jivkov, Filippo Timi, Marco Baliani e Andrè Hennicke e anche p. Paolo Bizzeti, religioso gesuita (trailer in apertura di post). Il gesuita perfetto – che arrivò in finale al Premio Strega addirittura sotto forma di bozze – racconta due anni di noviziato presso i gesuiti (la Compagnia di Gesù) di ragazzi che prima credono e poi abbandonano la fede. Una storia che, in fin dei conti, racconta dell’amore e di come riuscire a gestirlo. Il romanzo è in parte autobiografico in quanto Furio Monicelli era stato novizio presso i gesuiti. Lo stile di Furio Monicelli era intenso e irregolare e questo l’ha portato tanto velocemente ai vertici della fama letteraria quanto, poi, l’ha fatto cadere nel dimenticatoio. A Il gesuita perfetto seguì nel 1961, sempre per i tipi di Longanesi, il romanzo I giardini segreti testo che, rivisto dall’autore, è stato ripubblicato da Mondadori nel 2000 con il titolo L’amore guasta il mondo . Un autore non certo facile, ma senza dubbio da leggere. Soprattutto ora che non è più fra noi fisicamente. Furio Monicelli, autore de “Il gesuita perfetto”, è morto

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"Italian Noir": un brivido italico!

E’ noir e parla italiano. Si tratta di una raccolta, di un “distillato di tensione in versione italiota”, di un’antologia insomma, ma non non stiamo parlando di glorie ultra consolidate (e spesso sclerotizzate) del panorama letterario nazionale, bensì di di giovani autori dalla penna ardentemente affilata. Un libro che contiene 37 racconti nati “dall’inarrestabile e contagiosa passione dell’Associazione Culturale I Sogni di Carmilla ” per “l’oscura parola”. Una parabola che attraversa tutte le declinazioni del genere, dalle detective stories ai pulp a tinte forti, passando per le cornici più tradizionali di polizieschi e gialli, con un velo di amara ironia che dona unità nella differenza all’insieme. L’operazione curata da Gisella Calabrese e Giuseppe Mallozzi, riempie una lacuna che rimonta ad un’importante tradizione, perché, oltre il dibattito sull’esistenza o meno di un “genere giallo del bel paese”, quello che emerge è un’estrema vitalità, una ricchezza di storie che non solo non attendono altro che essere raccontate, ma accolgono nei loro più reconditi corridoi, vere e proprie miniere di derivazioni pronte a partorire ulteriori declinazioni narrative. Tanti i partecipanti, ne abbiamo contati ben 37, altrettanti “gli spezzoni di vita” racchiusi dietro il

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