Archiviato sotto dicembre, 2011

"La fine del mondo storto" di Mauro Corona

Che il mondo non sia dritto, è un evidenza, ma anche una di quelle realtà di fatto che spesso non vediamo nemmeno più. Il libro di Mauro Corona (che ha vinto il Premio Bancarella 2011 ) ce lo ricorda e lo fa nella maniera più diretta possibile. La sua è un apocalisse dura, un risveglio the day after quando l’energia che conosciamo è scomparsa e le fonti alle quali facciamo riferimento sono ormai estinte. Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone e corrente elettrica. Non occorre immaginarlo, prima o dopo capiterà. Ma facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso quel giorno. Tempo duro, infame, che scortica il mondo a coltellate. Lo spoglia di tutto. Di quel che serve e di quel che non serve. La gente all’improvviso non sa che fare per riacciuffare il necessario: sta dentro la natura, ma, per averlo, occorre tirarlo fuori, cavarlo con le mani. E la gente, le mani, non le sa più usare. Ma come si farà a vivere senza elettricità? La risposta non sembra evidente, anche se lo è. Perché in fondo, come si faceva prima? Eh già, basta fermarsi un attimo per rendersi conto che l’uomo ha sempre lottato contro la natura, strappandole, poco a poco, le risorse necessarie alla sua sopravvivenza. E allora non resta che ricominciare a saper fare, o almeno a provarci, bisogna tirare a campare aspettando la primavera che verrà. In gioco c’è la vita stessa e la sua continuazione che, se non è scontata, si ripropone costantemente oltre ogni apparente ragione. Via | lafeltrinelli.it “La fine del mondo storto” di Mauro Corona

Guarda l' articolo completo »

Se Schopenhauer dice che "Leggere fa male"…

… Leggiamo diversamente! Si tratta di una riproposizione di un tema sempre caldo, a maggior ragione in tempi di acuta “riscoperta della lettura”. In momenti nei quali si amplia il divario tra chi legge abitualmente e chi non lo fa, ma soprattutto cresce il numero di opere “divorate” dai “lettori cronici” ( o almeno questa è la mia personalissima percezione, favorita dalla “democratizzazione” di tablettes e facilitata disponibilità di titoli conseguente), mi piace giocare a gettare il sassolino nel lago e aspettare le onde che produrrà, seguendo i dettami di un certo pensiero filosofico africano . Lungi da ogni intento provocatorio, peraltro debole già in partenza, che molto probabilmente animava il pezzo di Luigi Mascheroni all’ora della sua uscita, nel lontano 28 ottobre 2008, devo ammettere che sono stata incuriosita dalla maniera di porre il problema. Sembra infatti che lo stesso Schopenhauer facesse “parte della setta” prediligendo una sorta di “lettura sottile”, capace di scongiurare i rischi nascosti dietro i libri inutili, la malaerba , gli ammassi insulsi di parole che troppo spesso popolano gli scaffali delle librerie e che, probabilmente, non sono un fenomeno solo contemporaneo, come si potrebbe credere. […] Schopenhauer è implacabile: dice che leggere paralizza la fantasia, che siamo circondati da «cattivi libri» («nove decimi della nostra attuale letteratura non ha altro scopo che spillare qualche tallero dalle tasche»), che occorre leggere solo i classici e semmai rileggerli due, tre, quattro volte. Perché la vera letteratura «produce in un secolo in Europa solo una dozzina di opere durature». E poi è anche questione di tempo: «Sarebbe una bella cosa comprare i libri se si potesse comperare il tempo per

Guarda l' articolo completo »

Si può scrivere una vera poesia in un solo tweet?

Ma ci può entrare una Poesia, con la P maiuscola, in un solo tweet? L’interrogativo si pone prepotente e viene quasi automatico guardare al passato. Salvatore Quasimodo per esempio sarebbe stato d’accordo, forse. In fondo la sua celebre “perla ermeneutica” che va sotto il titolo di Ed è subito sera ci sarebbe stata nei 140 caratteri. Seguendo la britannica Carol Ann Duffy , laureata poetessa ufficiale del Regno Unito , secondo la quale “la forma di una poesia è sms,” il quotidiano Guardian ha addirittura invitato gli stessi utenti a cimentarsi

Guarda l' articolo completo »

A due passi dal sole. Fantasie e paure. I racconti dei bambini del Trotter

La strana scomparsa dell’oca Tilde, lo sbarco di un extraterrestre a Milano, un misterioso omicidio che coinvolge un operaio e la sua famiglia, una scuola invasa dai folletti: queste sono soltanto alcune delle forme imprevedibili e fantastiche che prendono questi incredibili 6 racconti. Tanto incredibili che sembra impossibile immaginare che dietro a ci siano le penne e le fantasie di alcuni ragazzini delle elementari e delle medie – vale a dire dai 9 ai 13 anni. Eppure è così. E soltanto chi conosce la splendida realtà della Casa del Sole, o Trotter, una scuola milanese molto speciale, immersa nel verde di un parco che separa via Padova da viale Monza, può spiegarsi l’arcano. Il consiglio per tutti gli altri è semplicemente quello di immaginarsi una scuola le cui classi sono disperse in un immenso parco, una scuola dotata di una Fattoria, un Museo, un Teatro e di moltissimi altri spazi di interazione e di sperimentazione entro i cui confini i bambini coltivano un rapporto con la realtà assolutamente privilegiato. Mi rendo conto, non deve essere facile immaginarsi una realtà del

Guarda l' articolo completo »