Archiviato sotto gennaio, 2012

Kurt Vonnegut e la forma delle storie

Che Kurt Vonnegut fosse un gran geniaccio non c’è alcun dubbio, anche perché gli unici che ne dubitano sono dei bacchettoni baciapile americani, che ancora cercano di vietare i suoi libri nelle biblioteche scolastiche. A provarlo ulteriormente è una teoria che Vonnegut partorì scrivendo una tesi di laurea che propose all’Università di Chicago e che si fonda sulla certezza che ogni narrazione può essere disegnata schematicamente. A citare questa idea e a pubblicare alcuni dei geniali schizzi di cartesiani del genio di Indianapolis è il sito Personal Report, segnalatomi da un caro amico manto-catalano, anima della social-life del Festivaletteratura. Gli schemi disegnati da Vonnegut, da sempre dotato di un ottimo spirito matematico, mettono in relazione il tempo della storia con l’andamento della fortuna del protagonista, dando risultati veramente interessanti. Si parte dal semplice dallo schema della fiaba, riassunta attraverso una curva sinusoidale a tendenza positiva, e si arriva ai miti della creazione – una sorta di diagramma a scala verso l’assoluto positivo. Ma gli esempi più geniali sono a mio parere due, quello relativo alla Metamorfosi di Kafka, una curva che dalla sfiga porta alla sfiga assoluta e quello della mitologia cristiana, che, molto simile ai miti della creazione, dopo aver raggiunto un certo grado di fortuna, crolla nella sfiga grazie alla merenda a base di mele di Eva. Qui di seguito trovate gli schemi, sono sicuro che li riconoscerete al volo. Via | PersonalReport Il grande scrittore americano, in una tesi di antropologia che l’università di Chicago respinse, propose una interessante teoria sulla significanza degli schemi dei racconti nelle civiltà. Kurt Vonnegut e la forma delle storie

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La Principessa di Landover, di Terry Brooks. Arriva il sesto libro del Ciclo di Landover

La Principessa di Landover , di Terry Broks , è il sesto volume del Ciclo di Landover , pubblicato nel 2009 – 14 anni dopo il precedente – e in uscita, in Italia, proprio oggi. Il Ciclo di Landover , che nulla ha a che vedere con quello di Shannara , racconta le vicende di Ben Holiday, un avvocato di Chicago, da poco vedovo, e dei moltissimi personaggi con cui si relazionerà quando, rispondendo all’annuncio di un giornale, acquisterà il piccolo, ma vero regno magico di Landover, diventandone il Re. Nei vari libri dovrà affrontare i problemi e le sfide di un mondo che, pur collegato alla Terra, sarà completamente diverso, popolato non solo da umani, ma anche da gnomi, coboldi, maghi e tante altre creature, compreso il Drago Strabo, la Strega del Crepuscolo e la silfide Willow, che diventerà sua moglie e con cui genererà una figlia, Mistaya. E proprio Mistaya , giunta all’età di 15 anni, sarà la protagonista del nuovo romanzo, La Principessa di Landover , godibile anche da chi non ha mai letto i libri…

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Noi siamo il nostro cervello, di Dick Swaab

Cosa ti dice il cervello? È questo il titolo di una serie di documentari andati in onda non molto tempo fa sulla piattaforma Sky. I documentari – attraverso mille esempi e giochini da fare anche da casa – mostravano la bellezza e la complessità del nostro cervello e fornivano spiegazioni su questo o quell’aspetto del suo funzionamento. Se il mondo del cervello vi affascina e volete approfondire alcuni aspetti, senza tuttavia perdervi nei meandri di spiegazioni troppo scientifiche, allora il libro di Dick Swab fa per voi. Noi siamo il nostro cervello . Come pensiamo, soffriamo e amiamo è un volume di poco meno di cinquecento pagine, pubblicato in Italia per i tipi di Elliot che “svela tutte le scoperte sul cervello degli ultimi quarant’anni”, come leggiamo nella fascetta promozionale allegata al libro stesso. Il percorso del libro è, ovviamente, molto ampio e segue le varie fasi del nostro cervello dallo “sviluppo, nascita e cure parentali” fino alla morte e oltre, con un capitolo finale – il ventunesimo – sull’evoluzione. Disck Swaab, da luminare quale è, ci presenta vari aspetti del “come” funziona il cervello, del “perché” fa alcune cose e del “percome” non ne fa altre. Affronta questioni che tutti, bene o male, ci siamo chiesti più di una volta (il feto prova dolore? Perché ci sono così tante persone religiose?) ma anche illustra, con serietà e competenza, le varie “malattie”: dalla BIID (Body Integrity Identity Disorder) che porta le persone a considerare estranea a sé una parte del proprio corpo (un braccio, una gamba), alla sindrome di Prader-Willi (malattia rara che porta i ragazzi a uccidersi letteralmente di cibo), all’autismo, alla schizofrenia; ma anche questioni riguardanti il cervello e lo sport, il cervello e il sesso e così via. Veniamo al mondo con un cervello reso unico dalla combinazione del patrimonio genetico e della programmazione che avviene durante lo sviluppo all’interno dell’utero e nel quale sono già fissati in misura rilevante i nostri tratti caratteriali, i nostri talenti e…

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"John trova il giusto mood in strada"

C’è John. E Milano. La loro è una strana relazione creativa che assomiglia molto alla storia di due vecchi amanti. Ma non di quelli che si limitano a dividere un letto estraneo d’albergo (che alla fine finisce anche per sembrargli familiare), piuttosto come coloro che sono “amici dell’anima” e che l’unica cosa che continuano a scambiarsi sono ricordi e storie, mischiati per quanto possibile. Escono dal lavoro la sera tardi, ognuno con la sua borsa carica di delusioni e di stanchezza, con quei fogli riempiti di parole alle quali solo insieme riescono a dare

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