Google Books, vittoria negli USA sulla digitalizzazione dei libri

Il gigante del web assesta una grossa steccata in materia di digitalizzazione. Nuove sul fronte della querelle tra Google e l’Authors Guild in merito alla digitalizzazione di migliaia di tomi. Un giudice di New York ha infatti, in una decisione resa ieri, giovedì 14 novembre 2013, dato ragione al gigante del web e rigettando il ricorso collettivo lanciato nel 2005 dal sindacato degli autori statunitensi, che consideravano il progetto lesivo dei loro diritti, sollevando la questione delle opere non ancora appartenenti al pubblico dominio. Il progetto, iniziato senza il l’autorizzazione degli autori interessati, non mirerebbe infatti a “rimpiazzare o soppiantare i libri”. Si volta un’importante pagina con la dichiarazione che considera “equo” l’operazione, dando di fatto nuovo impulso alla digitalizzazione su larga scala intrapresa nel 2004 grazie ad una serie di accordi con numerose biblioteche. Un’impresa che passa per la scannerizzazione di numerose opere le cui copie digitali potranno in seguito essere inserite nei cataloghi preposti dalle medesime istituzioni dalle quali provengono i testi cartacei. Una soluzione che lascia aperte molte questioni e ripresenta nuovamente anche i dubbi sollevati qualche anno fa dal Professor Robert Darnton , Direttore del sistema bibliotecario di Harvard. Dopo l’annullamento di un primo accordo

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