La strada verso casa, l’ultima fatica di Fabio Volo

Ci risiamo: con il primo cadere delle foglie di questo autunno ti capita che, per sfuggire alle prime raffiche fresche che ti assalgono per strada, ignaro ti rifugi dentro ad una libreria, con fare innocente. Vorresti solo dare un’occhiata alle ultime novità, ma presto qualcosa ti assale fino a farti soffocare: ti ritrovi circondato da una valanga di copertine tutte uguali, disposte a piramide, a vortice, a casetta. Una grossa novità, ti dici, un nuovo best seller. Poi guardi meglio. Noti sospettoso sulla copertina quell’immagine: una di quelle che sanno di niente, che più dimenticabile non si può. Raffigura una t-shirt di cotone bianco appesa ad una gruccia, su sfondo altrettanto bianco. Non si tratta di un’immagine stereotipata, melensa o banale. Peggio: si tratta del nulla proposto esplicitamente come contenuto. E subito il dubbio ti assale che il nulla si celi anche dietro a quella copertina. È così che il dubbio è già certezza: Fabio Volo, trattasi certamente di lui. Tacchete. Con una puntualità biennale che ha del serial killer (eccezione fatta per il 2006/ 2007 in cui è uscito annualmente), il noto dj, attore, scrittore, opinionista, presentatore, autore, che altro? esce in libreria con un nuovo romanzo. Trattasi forse della più prolifica mente del secolo nostro. Oppure, osiamo, dell’esatto contrario. Ma Fabio Volo, che stupido non è, lo ha ammesso l’anno scorso in un’intervista a Fabio Fazio: la sua è una carriera costruita sul niente. Coerentemente con questa linea di pensiero, Marco, il primo dei due protagonisti del suo nuovo “La strada verso casa”, è uno di quelli che si fanno trasportare dagli eventi, un personaggio che “vive in folle, senza mai mettere una marcia, fare una scelta”, come recita la quarta di copertina. Uno di quei personaggi, insomma, che non lascia traccia e non disturba troppo la vita e il cuore del lettore. Un personaggio, insomma, che si lascia leggere tra una email e un like da mettere su facebook. Ecco un altro libro infarcito di banalità, di frasi brevi e brevissime, di inutilità offerte come…

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