Pola Kinski e il libro che distrugge un mito del cinema tedesco

C’é un libro che sta facendo tremare uno dei grandi miti dello spettacolo in Germania. Si tratta della pubblicazione delle memorie di Pola Kinski , figlia di Klaus Kinski , una delle vedette del Nuovo Cinema tedesco degli anni ‘60 e ‘70. Il testo, pubblicato a vent’anni di distanza dalla morte del celebre attore dagli occhi di ghiaccio, getta una nuova ombra oscura sulla sua personalità. Oltre i lustrini del palcoscenico e la reputazione guadagnata sul grande schermo in ruoli da istrionico caratterista dall’espressione luciferina, con annessi cammei in grandi classici come “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone, l’interprete-feticcio dei film di Werner Herzog , avrebbe accumulato il disprezzo delle due figlie. Un disagio cresciuto nel tempo e raccontato da Pola in “Kindermund” , (letteralmente bocca di bimbo che traslato rimanda alle verità raccontate dall’innocenza dell’infanzia), che accusa il padre di aver abusato di lei per lunghi anni, mettendola al centro di una morbosa attenzione confermata anche dalla sorellastra Nastassja , i cui ricordi rimandano ad un uomo tirannico e terrificante, evocato anche nell’estratto dell’articolo di Le Monde: Pola Kinski dichiara di aver scritto il suo libro in risposta al culto odierno che gira intorno alla figura di suo padre, presentato come un attore geniale. “Non ne potevo più di ascoltare – Tuo padre! Un genio! L’ho sempre amato!” – Quando pensa a lui dice di provare disgusto e un sentimento di vuoto. Nell’immagine bambola con un cartello ‘Ti prego Klaus non ferirmi ancora’ posata dall’artista berlinese Uschi Leonhardt accanto alla stella dell’attore tedesco Klaus Kinski. Berlino 18 gennaio 2013. AFP PHOTO / MAURIZIO GAMBARINI /GERMANY OUT (Photo credit should read MAURIZIO GAMBARINI/AFP/Getty Images) Via | lemonde.fr/culture Pola Kinski e il libro

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