Recensione di: La stella di pietra di Marco Buticchi

Un mistero scolpito nel marmo, vecchio di cinque secoli, sta per rivelarsi in tutta la sua potenza; una vicenda ambientata negli anni di Piombo, in cui i protagonisti sono i bozzetti di Michelangelo Buonarroti e una donna in lotta contro il tempo. Marco Buticchi è un autore specializzato in romanzi storici d’avventura (tra i suoi maestri, sicuramente c’è Emilio Salgari) , più volte ha spiegato che le sue storie nascono sempre da veri e propri colpi di fulmine; da una folgorazione si dipana in fitto intreccio costellato di domande senza risposta e di ritmi incalzanti che si macinano pagina dopo pagina per arrivare al conforto di una rivelazione. Il suo nuovo libro affascinerà gli appassionati di arte e di sociologia, si intitola La stella di pietra (edito da Longanesi, 16,40 euro il cartaceo) e narra di alcuni misteriosi bozzetti per il gruppo statuario del Laocoonte , realizzati da Michelangelo Buonarroti, descrivendone la carriera a partire dal 1487, anno in cui comincia a lavorare a bottega dal Ghirlandaio. Ma il punto di partenza avviene vicino a noi, siamo nel 1985, ecco l’incipit: L’uomo prese posto dinanzi al tavolo trascinando rumorosamente la sedia sul pavimento. Indossava un maglione a collo alto nero, aveva la barba incolta e lo sguardo eccitato. La stanza, senza finestre, era arredata in maniera essenziale: un tavolo con quattro sedie, un falso specchio e un paio d’applique che emettevano una luce fioca. E’ così che piano piano ci si immerge in uno dei periodi italiani più critici, gli anni…

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