Serie interrotte, una piaga della narrativa di genere (#odioleserieinterrotte)

E’ di questi giorni un “movimento” che ha preso via dalle pagine dei blog letterari. #ODIOLESERIEINTERROTTE , questo il nome dell’iniziativa (e l’hashtag su Twitter, naturalmente, nonchè il titolo stesso dei vari post sul web), tocca un tasto dolente della narrativa di genere, in particolar modo di quella fantastica: l’avvio di serie e saghe e il loro improvviso abbandono (o la sospensione a data da destinarsi) da parte delle case editrici. I motivi di questo malcostume sono da ricercarsi nel mancato guadagno, naturalmente. Ed è legittimo, s’intende, le case editrici sono aziende e la loro esistenza non può, in nessun modo, prescindere dall’utile. Va anche detto, però, che il lettore dovrebbe essere senz’altro tenuto in maggior considerazione. Pare, in tutta onestà, assai poco rispettoso avviarlo alla fidelizzazione e decidere di sospendergli la saga proprio sotto il naso, magari a un passo dalla fine. Lungi da me il voler dare consigli tecnici su come tagliare i costi o migliorare il marketing aziendale, ma qualcosa, nelle strategie di scelta iniziale deve pur essere modificato se, così spesso, una serie proposta finisce per piacere – evidentemente – a meno gente di quanto i bilanci societari possano permettersi. Valutino le case editrici più fattori, prima di lanciarsi in nuove avventure narrative, perchè a lungo andare, il rischio che il lettore decida di non dare più fiducia ed eviti di acquistare le nuove serie sin dal primo volume, purtroppo c’è. Voglio riportare l’elenco, lodevolissimo, che è stato fatto per l’iniziativa e che certosinamente riporta tutte (o quasi) le serie recentemente interrotte (o fortemente ritardatarie e di cui …

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