Libri Cult dalla libreria di Miroir:

La Montagna Nuda

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Recensioni allo specchio:

Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano

Ogni giorno giungono notizie preoccupanti dalla Siria: dagli attentati all’incapacità degli organi preposti di risolvere in qualche modo la questione. Per noi che siamo lontani la situazione può apparire difficile da capire. È per questo che ho trovato molto utile il testo di Antonella Appiano Clandestina a Damasco . Cronache da un Paese sull’orlo della guerra civile , pubblicato da Castelvecchi nella collana RX che si occupa delle inchieste, delle denunce, dei protagonisti, delle notizie e dei fatti più caldi del momento. La giornalista Antonella Appiano – esperta di Medio Oriente e Islam – ci offre uno spaccato di prima mano della situazione, perché per quattro mesi è riuscita a vivere nella Siria vietata ai giornalisti e a raccontare quello che avveniva. Scrive Amedeo Ricucci nella prefazione che la Appiano di un avvenimento complesso come la crisi siriana di oggi ci offre un resoconto straordinario, puntuale ed emozionante. Da inviata vera. Secondo me proprio perché ha mangiato polvere per quattro mesi, nei vicoli di Damasco e nei villaggi della Siria profonda, senza risparmiarci […] Antonella Appiano è riuscita a eludere con grande abilità il divieto [di ingresso in Siria di giornalisti stranieri, ndr]. Rischiando tutti i giorni, costringendosi a cambiare spesso identità e facendo poi i salti mortali pur di poter testimoniare quanto stava succedendo, davanti ai suoi occhi, senza mettere in pericolo quanti la stavano aiutando. Il racconto della Appiano procede in maniera cronologica attraverso uno stile quasi minimalista, attento alle descrizioni e cercando di essere imparziale, come spesso l’autrice ribadisce. La narrazione è interrotta di tanto in tanto con una sorta di riflessione occidentale, se così vogliamo dire: nel libro, infatti, sono riportate delle …

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Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano

Non è una scatola, di Antoinette Portis

Ve lo ricordate l’inizio del Piccolo principe , in cui lui e il pilota fanno amicizia perché il pilota gli disegna una scatola con dei buchini dicendo che dentro c’è una pecora? Mi ha fatto pensare a questo divertente Non è una scatola , di Antoinette Portis. Divertente perché seguiamo le movenze di un buffo coniglietto che rimane impettito in piedi su una scatola sostenendo che no, non è una scatola! E poi lui che ci entra dentro (gli sporgono fuori solo i piedi e le orecchie, in realtà) o che ci si siede in cima guardando pensieroso in basso il pavimento. E qualcuno continua a sostenere che quella è una scatola. Ma, sfogliando le pagine successive – sorpresa – il disegno si anima di colori e forme nuove. Perché il coniglietto sogna di essere esploratore di un alto monte; un astronauta; di cavalcare un elefante o di guidare una macchina sportiva. E pensate davvero che quella con cui sta giocando, sia solo una scatola buona a niente? Antoinette Portis Non è una scatola Kalandraka 14 euro Non è una scatola, di Antoinette Portis

L’alchimia olfattiva della biblioteca

Forse vi sembrerà un po’ anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell’esistenza del cosiddetto “profumo di biblioteca”. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell’ultima “eau de maison”. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore. Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima “fragranza da libro d’epoca” sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell’aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina , un polimero organico che emana un odore di vaniglia. Ma l’affare va ben oltre “il piacevole effluvio” che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi,

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L’alchimia olfattiva della biblioteca

La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel. Finalmente il sesto volume. Se 45 milioni di lettori vi sembran pochi…

La terra delle caverne dipinte , di Jean M. Auel , è il sesto volume della spettacolare saga preistorica I figli della Terra , tra fantasia, ricostruzione storica, avventura di respiro epico e, per chi è interessato, anche amore. Una saga che ha accompagnato i lettori per lunghissimo tempo (il primo volume risale al 1980) e che, dopo un’attesa di 10 anni, arriva finalmente a conclusione. Prima di proseguire, voglio segnalare che tutti i volumi della serie sono tuttora disponibili in edizione economica. Consiglio di cuore, quindi, a chi non si è mai avvicinato alla saga, di provare a leggere il primo, bellissimo volume, Ayla. Figlia della Terra . Sono passati molti anni dalla sua lettura, credo fossero gli anni ‘90, ed essendo assai più giovane ero sicuramente più suggestionabile… Eppure le emozioni che provai allora, le ricordo ancora oggi… Ma non si tratta certo solo di me. Il valore della saga, l’unica che abbia scritto l’americana Auel, moglie e madre di 5 figli, è attestato da svariate lauree ad honorem, dal titolo di Cavaliere delle Arti e delle Letterature di cui è stata insignita dal Ministro della Cultura francese e dai 45 milioni …

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La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel. Finalmente il sesto volume. Se 45 milioni di lettori vi sembran pochi…