Non è la prima volta che vi parlo di una delle mie poetesse preferite, l’autrice polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel nel 1996 e morta ieri a 88 anni nella sua casa di Cracovia. Ne ho parlato per l’incanto del suo Taccuino d’amore , sempre sul mio comodino, citando una sua splendida poesia dedicata alla domenica . Vogliamo ricordarla con una sua poesia. Che non parla di addii, no, ma celebra quel che ha dato linfa alla sua vita – la “poesia” come “potere di perpetuare./La vendetta di una mano mortale”. Di seguito, la sua Gioia di scrivere , tratta dalla raccolta Adelphi di tutte le sue poesie (1945-2009). La gioia di scrivere Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto? Ad abbeverarsi a un’acqua scritta che riflette il suo musetto come carta carbone? Perché alza la testa, sente forte qualcosa? Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità, da sotto le mie dita rizza le orecchie. Silenzio – anche questa parola fruscia sulla carta e scosta i rami generati dalla parola “bosco”. Sopra il foglio bianco si preparano al balzo lettere che possono mettersi male, un assedio di frasi che non lasceranno scampo. In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta di cacciatori con l’occhio al mirino, pronti a correr giù per la ripida penna, a circondare la cerva, a puntare. Dimenticano che la vita non è qui. Altre leggi, nero su bianco, vigono qui. Un batter d’occhio durerà quanto dico io, si lascerà dividere in piccole eternità piene di pallottole fermate in volo. Non una cosa avverrà qui se non voglio. Senza il mio assenso non cadrà foglia, né si piegherà stelo sotto il punto

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Un addio in rima a Wislawa Szymborska
Pubblicato il 2 febbraio 2012 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento
La spada e la promessa , di Jacqueline Carey , è il seguito de Il bacio e il sortilegio e il sesto e conclusivo volume del Ciclo di Imriel , fantasy pseudo-ucronico avventuroso ed erotico e parte della più ampia Kushiel’s Legacy Series , che include anche il Ciclo di Phèdre (vedi schema poco oltre). Alla fine de Il bacio e il sortilegio eravamo rimasti alla vigilia di grandi e risolutivi eventi, sia di tipo internazionale, bellico e magico, che personale. Mi aspetto davvero che Jacqueline Carey che, con il Ciclo di Imriel , aveva parzialmente abbassato il livello qualitativo del suo narrare, riprenda, con l’ultima parte di Kushiel’s Mercy , quel respiro epico, quella potenza evocatrice che aveva contraddistinto l’ originale, creativo e innovativo Ciclo di Phèdre e che abbiamo cominciato a ritrovare nell’ultimo paio di mezzi-libri (ricordiamo che nell’edizione italiana i volumi del Ciclo di Imriel sono divisi in due). Grandi cose, quindi, mi aspetto ne La spada e la promessa , sia in ambito stilistico sia dal punto di vista dello sviluppo dell’avventurosa trama, composta da fili , ben provvisti di amo, ai quali siamo rimasti poco elegantemente appesi alla fine del libro precedente. Riuscirà Serafin, con la sua nave aragoniana ribelle ad arrivare in Terre d’Ange? E troverà il paese sull’orlo della guerra civile, con Ysandre e Città d’Elua ancora stregate dall’incantesimo cartaginese, oppure qualcosa sarà cambiato (al solito… chi ha letto sa…

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La spada e la promessa, di Jacqueline Carey. Si conclude il Ciclo di Imriel
Pubblicato il 2 febbraio 2012 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento
Nella rubrica d’autore “Riflessioni sul Cristianesimo” di Pier Angelo Piai: “Alcune osservazioni sul Cristianesimo”
Fonte originale:
- "Alcune osservazioni sul Cristianesimo" di Pier Angelo Piai
Pubblicato il 1 febbraio 2012 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento
Ognuno ha i suoi sogni, si sa. Ad esempio c’è Rebecca che, guarda un po’, vorrebbe proprio essere un pesce, con i suoi innegabili vantaggi, ovvero la possibilità di “ascoltare il silenzio e nuotare libero nel mare”. Il pesciolino invece preferirebbe – e ti pareva – invece di nuotare nel mare, essere un barbagianni, essenzialmente per assaggiare topolini e conigli (oltre che per volare libero in cielo, è chiaro). Insomma un bel gioco che ci fa capire che, quando si parla di sogni, ognuno sogna non quel che ha, ma qualcosa che hanno gli altri e che a lui piacerebbe sperimentare. Perchè, ad esempio, proprio il barbagianni vorrebbe essere un coccodrillo?! E il coccodrillo un tucano? Il tucano preferirebbe invece fare scherzi agli amici come un camaleonte e il camaleonte essere un gatto, per essere accarezzato dai bambini (in effetti, chi ha mai voglia di accarezzare camaleonti?). E il gatto, invece….E così via per un girotondo di fantasia, con sorpresa finale. A. Papini Chi vorresti essere? Kalandraka ed. 15 euro Chi vorresti essere? di Arianna Papini
Pubblicato il 1 febbraio 2012 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento