Che succederebbe se un personaggio di un fumetto dovesse salvare il sistema del pc da un ‘intruso’ intenzionato a violarlo? Se lo immagina un romanzo+fumetto che ho trovato molto divertente, Il cursore, di Rosalisa Battistella e Roberto Pretari (che firma i fumetti). Obbligato a muoversi fra icone e immagini di desktop dentro un pc è in questo Leroy Master, intraprendente investigatore e personaggio, come dicevamo, di un fumetto, che si accorge che qualcuno – e non il suo vero ‘Creatore ‘- ha cercato di violare il sistema. Per difendere gli altri personaggi – fra cui anche una immancabile ‘bella’, Virginia, ‘quella di cui ti innamorerai prima della fine di questa storia e per cui sarai disposto a dare la vita’ – non gli resta che cercare di portare dalla sua parte il sistema del pc. Basta iniziare a muoversi, con il suo fido mastino, afferrando al volo l’antipatico cursore per iniziare il suo viaggio, attenti a non precipitare dalla cattedrale disegnata in cui ti sei ritrovato catapultato, e sperando che il cursore – che nel frattempo si è rivelato un amico – non ceda alle minacce del Microprocessore e si schieri dalla parte di Leroy…Buona lettura R. Battistella, R. Pretari Il cursore Edicolors 12.90 euro Il cursore, di Rosalisa Battistella
Pubblicato il 7 dicembre 2011 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento
“Le baiser peut-être” di Belinda Cannone , apparso presso Alma éditeur il 15 settembre 2011, è l’ incontournable di oggi. Un’apologia del bacio e del desiderio che si concretizza in una riflessione filosofica sul bacio, simbolo di avvicinamento e di riconoscimento dell’alterità per eccellenza. Un segno “assolutamente simmetrico” che accade intorno al viso e coinvolge entrambe le persone che si scambiano vicendevolmente un gesto tanto intimo, ma soprattutto una metafora stessa della scrittura, come la intende Belinda Cannone. Una “parola scritta” che si fa essenzialmente tramite e cammino verso l’altro. Ma anche una “volontà di com-prensione” che può esulare il semplice scambio affettivo, per farsi veicolo di sottrazione. Ecco perché ed ecco anche come, una tale tensione, che passa per lo “svisceramento di una lunga serie di ricordi”, può giungere ad un tale scopo comunitario e egoista allo stesso tempo. Un “tentativo di annessione”, non sempre pacifica che passa per un versamento di sangue che non può non evocare un certo conte dalle ali di pipistrello, come quello descritto a pagina 119 del capitolo …

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Su Munch, sul bacio, sulla lettura e sul desiderio
Pubblicato il 7 dicembre 2011 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento
Nella nuova rubrica d’autore “Religioni? Il mondo di NonCredo” di Paolo Bancale: “Relativismo del rapporto con la “propria” religione”
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- "Relativismo del rapporto con la “propria” religione" di Paolo Bancale
Pubblicato il 7 dicembre 2011 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento
Marco Ernst è il “creatore” de l’Ascensore, e di tanti altri racconti contenuti nel suo blog . Un autore che non esita, con scarsa modestia, a presentarsi come il rappresentante di una via “intelligente, alternativa a Vespa e Moccia” e che si spinge fino ad affermare provocatoriamente: “sinceramente non credo di aver nulla da invidiare a Lucarelli, a Buzzati e a tanti altri”. “Megalomanie a parte”, l’ Ascensore è una narrazione che scivola via velocissima, tra il paesaggio che richiama troppo da vicino la Milano di periferia, e uno spaccato della vita di Giorgio, il suo protagonista. Un quarantenne, assistente sanitario in un consultorio per adolescenti, che comincia ad intrattenere uno “strano rapporto onirico” con un determinato ascensore. Una “cabina” in metallo dall’aspetto soffocante, che sembra muoversi in una direzione inusuale, in una maniera che sovverte le sue abitudini e insinua un sottile senso di inquietudine, progressivamente crescente. Non era solo il sogno a degenerare: il risveglio era la cosa peggiore, con quella sensazione di non riuscire a riacciuffare la realtà, pur sapendo di aver vissuto un sogno, per reale che fosse. E poi il cuore che batteva come impazzito, il respiro che entrava ma non riusciva a trovare la via d’uscita in quei polmoni ingolfati dal sangue pompato a ritmo vertiginoso, la gola che pareva non riuscire a contenere l’inturgidimento delle arterie e la testa che gli doleva fino a scoppiare. Pensò anche di andare da un medico, dove lavorava lui era pieno di medici, ma cosa poteva dirgli: che faceva brutti sogni? Via | marcoernst.wordpress.com “L’ascensore” un racconto di Marco Ernst
Pubblicato il 7 dicembre 2011 | Archiviato nella sezione News | Nessun commento