Perchè Miroir
Miroir nasce da una profonda passione per l’arte, testimoniata nel modo più inequivocabile dal fatto che chi lo ha ideato, chi lo vuole con tutte le sue forze, ha in realtà una porzione esigua della sua quotidianità da dedicare all’arte stessa. Miroir viene concepito come un organismo che deve autoalimentarsi, crescere, vivere di una sua vita propria, aggregare menti e idee eterogenee, fornire un punto di riferimento per chi intende condividere uno spazio messoci a disposizione dalla tecnologia.
E la speranza è quella che questo spazio si popoli sempre più come una saga, o una festa, in cui non vi è bisogno di lasciapassare ma gli unici filtri sono la fantasia, i sogni, la passione genuina o la semplice curiosità per tutto ciò che l’arte può dare o togliere alle nostre vite.
Ed è per questo che Miroir non si propone di trattare esclusivamente quegli argomenti tanto cari alle “élites” tanto meno di circoscriversi ad ambiti troppo claustrofobici. Il presupposto è piuttosto quello che l’arte possa essere un preziosissimo collante tra gli esseri umani anche se risponde a delle esigenze, delle pulsioni, delle motivazioni estremamente variegate e talvolta discordanti.
Quando il progetto è nato, si è scelto di parlare di due categorie artistiche ben definite.
Da una parte troviamo la letteratura, genere popolare per eccellenza nel secolo scorso, costretta poi dall’avvento di nuove forme di espressione e dal cambiamento dei costumi a diramare la sua travolgente fiumana in migliaia di rivoli, ognuno dei quali ha una ragione di esistere quand’anche una sola persona cerchi le sue acque per dissetarsi.
Dall’altra parte troviamo il cinema, divenuto il simbolo più importante di una fruizione guidata dalla sempre crescente fame di immagini.
E Miroir è lì, pronto a cercare di dare un piccolo contributo a sondare, approfondire o accennare a ciò che letteratura e cinema hanno saputo e sapranno darci.
Tutto ciò può forse nascondere un lato curioso: sarà affidato alla parola scritta il compito di descrivere le parole scritte. Sarà affidato alla parola scritta il compito di descrivere le suggestioni delle immagini.
Ossia, sarà la parola scritta, ultimo tra i mezzi raggiunti dall’uomo nella sua evoluzione per soddisfare la necessità di esprimersi artisticamente, a dar voce all’arte stessa.
Miroir è lì, si diceva, con l’ambizione di raggiungere un microcosmo di persone che ne vorrebbero sapere qualcosa di più, quale ne sia il motivo.
E qui forse si può fare un passo indietro a ciò che la tecnologia ci mette a disposizione: la possibilità di informare, di divulgare opere visceralmente importanti per chi scrive e metterle a disposizione di persone che non sarebbero forse mai raggiungibili altrimenti.
Il tutto in una stuzzicante analogia con quanto fatto da uno scrittore o da un regista, i cui parti artistici o i cui messaggi raggiungono una folla di persone che, in molti casi, sono essi stessi i primi a non conoscere. Ma tutto sommato questa analogia è solo parziale perché Miroir non vuole solo essere raggiunto ma vuole anche raggiungere i suoi visitatori e, per fare questo, cerca di renderli il più partecipi possibile con una serie di iniziative (forum di discussione, newsletters, etc.) che devono contribuire a creare un legame tra chi sta da una parte e chi sta dall’altra dello specchio.
Magari attraversandolo per un viaggio comune, nel nome di un impulso, di un’idea, di un contatto…