Tag Archives: afghanistan

The Hollow of the Hand, il libro di poesie di Pj Harvey

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The Hollow of the Hand, il libro di poesie di Pj Harvey

Come scrivere un grande romanzo: undici consigli di Jim Behrle

Jim Behrle su The Awl ha stilato un endecalogo con alcuni suggerimenti su come scrivere un libro che potrebbe diventare un vero capolavoro, diventare un colossal cinematografico e rendere l’autore una persona molto felice (nonché ricca!). I suoi consigli vertono sul come scrivere il grande romanzo americano , ma possiamo renderli più generici e prenderli come buone dritte per come scrivere un grande romanzo. Ve li proponiamo in una nostra traduzione, adattata al contesto italiano. Allontanarsi da Brooklyn : basta con i libri ambientati a Brooklyn o nelle grandi città americane. C’è bisogno di romanzi ambientati a Kodiak Island, in Alaska. E per le strade di Topeka. O in un paesino…

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Come scrivere un grande romanzo: undici consigli di Jim Behrle

Private, di James Patterson & Maxine Paetro

James Patterson, molto semplicemente lo scrittore più letto al mondo, inaugura una nuova serie: Private , di cui è uscito il primo volume per Longanesi. Jack Morgan è un reduce di guerra, che in Afghanistan si salva per miracolo, grazie all’intervento di un commilitone; e ha un padre che dire che è un poco di buono è fargli davvero un favore. Ma un favore, mentre è ancora rinchiuso in carcere a scontare una pena lunga una vita, e appena prima di lasciare questo mondo, al figlio lo fa: gli lascia una quantità abnorme di denaro, un fratello scavezzacollo di cui occuparsi e, per l’appunto…

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Private, di James Patterson & Maxine Paetro

L’Italia s’è mesta, di Mariano Sabatini

“Non so cosa abbiate nell’anima ma date a vedere che siete felici, ridete, vivete con leggerezza…almeno in apparenza” Mariano Sabatini, per questo suo L’Italia s’è mesta, edito da Giulio Perrone, riesce a fare un bel ritratto del nostro Paese visto dai giornalisti stranieri che ne scrivono, da anni, per le loro testate. Sabatini ha chiesto ai corrispondenti dall’Italia di El Mundo, Figaro, Financial Times, Frankfurter Allgemeine Zeitung e moltre altre, di raccontargli, spiega, “qual è stata la prima impressione che hanno avuto arrivando in Italia, come ci vivono, quali motivi di entusiasmo o di scontento li animano”, oltre ovviamente a un parere sulla politica italiana, come in una sorta di ‘intervista’ collettiva. Ovvero, chiede loro l’autore, “Moriremo Berlusconiani?”, oppure, “C’è da fidarsi del compagno Fini?”, come da titolo di altrettanti capitoli. Senza considerare altre questioni come quella delle ingerenze della Chiesa nella politica italiana, e del ruolo delle donne come propulsori della crescita del Paese. Consapevoli che, come scriveva Montanelli, “la patria la si difende discutendola”: anche perchè, continua Sabatini, a volte come “per la pittura impressionista, composta da tocchi e macchie, serve fare due o tre passi indietro per avere una migliore visione d’insieme”. Fra le firme interpellate c’è la francese Marcelle Padovani, a cui Giovanni Falcone affidò le sue memorie nel libro-intervista Cose di Cosa…

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L’Italia s’è mesta, di Mariano Sabatini