Moby Dick di Herman Melville

Moby Dick di Melville è al secondo posto nella top-ten dei libri letti finora. Il suddetto autore è un tipo veramente tosto, quello che racconta è esperienza pratica, vita di tutti i giorni per lui che ha solcato i mari a caccia di balene. Ciò che più mi ha colpito di questo cult assoluto è stato il modo di trattare l’argomento “balena”, ultimo grande simbolo dell’illusione immaginativa. Melville analizza ogni aspetto del mastodontico mammifero, come dimostra l’indice del libro, suddiviso in centotrentacinque capitoli: “Cetologia”, “Il solcometro e la sagola”, “La testa del capodoglio: schizzo comparativo” e così via fino all’ultimo epico capitolo: “La caccia. Terzo giorno”, che con l'”Epilogo”, forma una specie di crepuscolo degli dei letterario. Concluso il libro, l’idea/oggetto “balena” assumerà per voi un peso centotrentacinque volte superiore a quello che avevate prima di iniziarlo. Il tutto in una prosa moderna (per l’epoca). Ineguagliabile. Cinquecento pagine intense.

Moby Dick, Herman Melville, 1851.

Moby Dick, Herman Melville, 1851

Recensione di Montag

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Retype the CAPTCHA code from the image
Change the CAPTCHA codeSpeak the CAPTCHA code