Libri Musica: Non So Che Viso Avesse

Biografia disinteressata del vate Francesco Guccini. In diciassette capitoli tutte le curiosità e gli avvenimenti legati ai luoghi, al tempo, alle radici della sua famiglia, ai primi concerti nelle balere più infime, alla professione di giornalista che lo vide impegnato prima di diventare ufficialmente “cantante”. Purtroppo NON si parla mai delle canzoni (unica eccezione La Locomotiva – ma proprio quella che è la più famosa?).
Quindi dico subito a chi come me vuole leggere questo libro per risolvere tutti i misteri e capire le mille citazioni che ruotano intorno alle canzoni di FG che rimarrà deluso, anche se comunque il libro è molto divertente.
Completa il libro una consistente appendice critica dell’italianista e poeta Andrea Bertoni.

Ah sì… una cosa su una canzone l’ho imparata: la bellissima “Keaton” contenuta nell’album “Signora Bovary” è stata scritta da Claudio Lolly mentre Guccini ha scritto solo l’ultima memorabile strofa:

Keaton, quello vero, l’ ultima volta che l’ hanno visto passeggiava
lungo le strade e per il vento di Roma
durante le pause di un film con Franchi e Ingrassia.
Aveva in corpo mille litri di alcool,
la faccia la solita, senza allegria;
si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara
alla faccia della cirrosi epatica,
perchè lui ci teneva al suo pubblico,
più che al suo fegato,
e gli elettricisti sono gente simpatica;
gli urlavano infatti “anvedi s’è forte ‘sto Keaton!”,
bevendo il bianco misterioso dei colli di Roma
o quello forte del sud che fa assaggiare l’ infinito
a tutta la gente di bocca buona…

Francesco Guccini si racconta
Foto del cantautore

Non so che viso avesse, Francesco Guccini, 2010.

Recensione di Montag

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