A chi vuoi bene, di Lisa Gardner

La prima preoccupazione del sergente D.D. Warren non appena arriva sulla scena del crimine è per la bambina scomparsa. Questo, però, è quello che non vede, ciò che vede, invece, non è certo meglio: un marito colpito a morte dalla pistola di ordinanza dell’agente della stradale Tessa Leoni. Tessa, infatti, ha appena sparato al marito, Brian, un ingegnere che lavorava sui mercantili, conosciuto poco tempo prima. Amore a prima vista. Un colpo di fulmine colpisce Tessa e sua figlia Sophie. Per poi scoprire che a Brian piaceva bere parecchio e si divertiva a essere violento. Forse. Questa almeno è la versione di Tessa che è pur sempre un agente della stradale addestrata per affrontare ogni eventuale violenza, tra le quali la più frequente è per l’appunto la violenza domestica. Quindi, l’agente Leoni sa cosa deve fare e cosa invece non deve fare. Sa che non bisogna eccedere nei particolari, la strategia migliore è limitarsi a raccontare i fatti nudi e crudi, altrimenti non ti credono. Sa che la prima sospettata, in ogni caso e benché abbia i segni del pestaggio su tutto il corpo – molto diversi dai segni di difesa che Tessa non ha –, è colei che rimane in piedi. Tutto ciò lo sa D.D. e lo sa Tessa Leoni che, infatti, dopo aver fatto fuori Brian, si è guardata bene le spalle: ha chiamato la sua centrale, un sindacalista e addirittura anche un avvocato che la sostenessero nel gestire la situazione. Dunque, all’apparenza ci si trova di fronte a un dilemma di questo genere: reazione alla violenza domestica o solo il modo di una moglie infelice di sbarazzarsi del marito? Difesa personale o raptus? E poi perché prendersela anche con la figlia? Dov’è Sophie? È questo il doppio binario su cui deve viaggiare il sergente D.D. Warren e sui cui viaggia il lettore di A chi vuoi bene , di Lisa Gardner, appena uscito per di Marcos y Marcos, salvo poi scoprire che la tragedia, quella vera, è su un altro binario del tutto …

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