Appunti di un venditore di donne, il nuovo spiazzante romanzo di Giorgio Faletti

Esce oggi “Appunti di un venditore di donne”, il nuovo libro di Giorgio Faletti, ormai considerato dalle cifre di vendita (milioni di copie), il più grande scrittore italiano . Facciamo un passo indietro. Otto anni fa, Faletti era un cabarettista sulla via del declino dopo anni di Drive In ed una canzone-denuncia al Festival di Sanremo sulle stragi di mafia. Finché non giunse nelle librerie “Io uccido” un noir-thriller ambientato a Montecarlo, edito sempre da Baldini Castoldi Dalai , che lo rende – non senza qualche polemica – famoso in tutto il mondo (”I kill” terzo in classifica in Inghilterra nell’estate 2010). In otto anni ha pubblicato diversi libri: Io uccido, Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Pochi inutili nascondigli, Io sono Dio, tutti che hanno confermato il suo successo come scrittore, sia per vendite che per critica. Ed ecco che oggi arriva nelle librerie Appunti di un venditore di donne, sempre per i tipi della Baldini Castoldi Dalai. Un altro noir mozzafiato, che viene presentato già dalla sua frase di apertura, assai sconcertante “Mi chiamo Bravo e non ho il cazzo” . Ma dove saremo “finiti” in questo nuovo libro di Faletti? Chi è questo Bravo e perché ci tiene così tanto a farci sapere questa sua “mancanza”? Siamo nel 1978, nei sobborghi di Milano un attimo prima che si trasformi nella Milano dei vip, la “Milano da bere”. Siamo in un’Italia provata che sta cercando con tutte le forze di superare gli anni di piombo, che è tormentata dai comunicati dei rapitori di Aldo Moro, sporcata dal sangue dei delitti delle Birgate Rosse, soffocata dalla mafia ed i suoi personaggi, Vallanzasca e Baladamenti, che …

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