Architetture libresche parigine da Florence Loewy

A Parigi esistono pomeriggi autunnali dall’aria grigio-bluastra, brevi periodi di luce irreale che danno alla città lo charme del fantastico, dell’inesplorato e spingono a mettersi in cammino per assaporare l’atmosfera un po’ straniante che si respira tra gli edifici d’epoca. In missione con un’amica napoletana mi sono ritrovata in uno di questi vicoletti del Marais , a pochi passi dal museo Picasso, e lì la scoperta libresca della settimana: una libreria dalle improbabili architetture libresche, che vale ben più di una visita. Ecco come e perché abbiamo deciso di portarvi da Florence Loewy , casa dei testi d’arte, con annessa galleria specializzata in artisti emergenti. Perché difficilmente si riesce a passare dinanzi a queste vetrine, e soprattutto a quello che racchiudono, e resistere alla tentazione di curiosare e scattare qualche foto. Ci abbiamo provato per qualche istante, ma la voglia di mettere il naso era troppo forte e abbiamo varcato la soglia di questo “tempietto dalle interessanti architetture” situato a due passi da Saint-Paul . Un interno esaltante, non troppo grande a dire il vero (ma abbastanza rispetto agli standard locali), reso particolarmente caratteristico da tre gruppi di librerie in legno chiaro. Grandi scaffalature dagli angoli smussati progettate dagli architetti Dominique Jakob e Brendan McFarlane , autori di un allestimento che connota strettamente il bookstore. Il loro lavoro si inserisce perfettamente nello spazio, caratterizzandolo con blocchi luminosi come alveari dalle linee fluide adibiti all’esposizione dei libri, e che libri: perché la boutique, che all’occorrenza è anche casa editrice, possiede un’importante collezione di testi d’arte e di pubblicazioni di settore, tra i quali alcuni esemplari risalenti anche agli anni ‘60, proseguendo sullo stesso filone di estrema attenzione alle evoluzioni artistiche contemporanee riassunte nella precisazione gentilmente fornitaci della gerente: Si tratta di uno spazio interamente dedicato ai libri e alle fotografie, vi si trovano testi che non sono semplicemente libri sull’arte, ma spesso vere e proprie opere in edizione limitata. Una chicca per gli appassionati sono le “Bibliothèque Portables” , valigette metalliche numerate…

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