Baciami ancora, una poesia d’amore per la prima domenica di marzo

Il bacio è il simbolo dell’amore per eccellenza. Il primo bacio, chi non lo ricorda? E non solo il primo in assoluto, ma anche il primo con la persona che poi ci ha preso il cuore. Scriveva Catullo: “Dammi mille baci, poi cento, poi altri mille, poi ancora cento, poi altri mille, poi cento ancora”. Non ci si stanca mai dei baci! Catulliana è la poesia Baciami ancora… di Louise Labé (1522-1566) in cui l’ardente passione per i baci viene esaltata all’inverosimile. La poetessa aprì uno dei primi salotti letterari di Lione, dopo aver sposato un ricco fabbricante di cordami. Veniva anche chiama la Bella Cordaia e una delle sue celebri frasi è: “Il maggior piacere che vi sia, dopo l’amore, è di parlarne”. Baciami ancora… Baciami ancora, baciami e ribaciami, dammi un bacio di quei tuoi gustosi, dammene uno dei tuoi più teneri: più del tizzone ardenti quattro, ecco, ti rendo. Ahimé! Piangi? Vieni che ti consolo: te ne do quattro, ma proprio zuccherosi… Così, mischiando i nostri baci gioiosi, godiamo l’uno dell’altro a nostro piacimento! Per me, e per te, l’un per l’altro, vivremo sempre avvinti nei baci, anche nell’altra vita… – Lasciami, amore, così impazzare un poco: vivo di me scontenta, se sempre mi controllo: non mi riesco a sentire in pace con me stessa se, qualche volta libera, da me sola folleggio… Foto | Flickr Baciami ancora, una poesia d'amore per la prima domenica di marzo

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