Boris Vian, la schiuma dei giorni al Musée des Lettres et des Manuscrits di Parigi

In occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche francesi della pellicola di Michel Gondry dedicata al primo vero romanzo di Vian, il Musée des Lettres et des Manuscrits di Parigi rende onore ad uno dei capolavori più amati della letteratura d’oltralpe. Viaggio attraverso un’esposizione che invita i suoi visitatori a spingersi fin nei meandri de “La schiuma dei giorni” , il libro di Boris Vian, e fino al 31 agosto. Dopo “On the Road” di Kerouac ecco un nuovo capolavoro, stavolta francese, che si presenta. Organizzata in partnership con “Cohérie BV”, Brio Film et Studio Canal, e corredata da un allestimento che scava negli aneddoti legati al libro e al suo contesto, la mostra è un gioiellino di curiosità. Tra i personaggi collocati in un’improbabile ed umido scenario degli Stati Uniti del Sud, c’è anche un Jean-Sol Partre, nel quale non si può non riconoscere il Jean-Paul Sartre amico di Vian. E cosi’ scopriamo che, tanto per cominciare, le 222 pagine che lo compongono sono state scritte sul retro di fogli targati Afno, sigla che stava ad indicare l’Association Française de Normalisation, che ha assunto il giovane ingegnere nell’agosto del 1942, (come dimostra l’immagine del tesserino professionale della gallery) per poi esser pubblicato con Gallimard il 20 marzo 1947. Per non parare del disegno del curioso piano cocktail , nel quale ci siamo imbattuti dal vivo al recente salone del libro di Parigi , o della copertina della prima edizione di un’opera che riscontro&#…

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In occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche francesi della pellicola di Michel Gondry dedicata al primo vero romanzo di Vian, il Musée des Lettres et des Manuscrits di Parigi rende onore ad uno dei capolavori più amati della letteratura d’oltralpe. Viaggio attraverso un’esposizione che invita i suoi visitatori a spingersi fin nei meandri de “La schiuma dei giorni” , il libro di Boris Vian, e fino al 31 agosto. Dopo “On the Road” di Kerouac ecco un nuovo capolavoro, stavolta francese, che si presenta. Organizzata in partnership con “Cohérie BV”, Brio Film et Studio Canal, e corredata da un allestimento che scava negli aneddoti legati al libro e al suo contesto, la mostra è un gioiellino di curiosità. Tra i personaggi collocati in un’improbabile ed umido scenario degli Stati Uniti del Sud, c’è anche un Jean-Sol Partre, nel quale non si può non riconoscere il Jean-Paul Sartre amico di Vian. E cosi’ scopriamo che, tanto per cominciare, le 222 pagine che lo compongono sono state scritte sul retro di fogli targati Afno, sigla che stava ad indicare l’Association Française de Normalisation, che ha assunto il giovane ingegnere nell’agosto del 1942, (come dimostra l’immagine del tesserino professionale della gallery) per poi esser pubblicato con Gallimard il 20 marzo 1947. Per non parare del disegno del curioso piano cocktail , nel quale ci siamo imbattuti dal vivo al recente salone del libro di Parigi , o della copertina della prima edizione di un’opera che riscontro&#…

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