Chi è senza peccato non ha un c. da raccontare, di Chinaski

Chinaski ci piace perchè ricorda Bukowski. E non solo nel nome, ma anche nel suo essere cultore dell’alco e delle nude verità dell’esistenza. Come il vecchio Buk, anche lui è una pellaccia dal cuore tenero, e ti butta in faccia punte di lirismo quando non te le aspetti. E così “il mondo si nasconde/dietro spigoli di luce/ in attesa che un Dio si decida a scendere” e “che brutta cosa le nuvole/piano/piano/girano il mondo senza intervenire/senza mai appoggiarsi”, mentre “cenere tabacco e clementine/è l’odore dei giorni/che confonde/il profumo della vita”. A volte è puro Bukowski, perchè “di notte le sirene di polizia/e autoambulanze squarciano i sogni…Allora mi alzo vado in bagno e osservo/la trasformazione della birra (…)” e “c’è chi beve e si vanta/della propria ubriachezza. C’è chi si ubriaca e si vergogna/dei propri sentimenti. C’è chi osserva tutto questo/e lo sopporta solo bevendo”. Tanto “c’è sempre chi ha qualcosa da dire/pochi hanno da dire qualcosa” e “quando incontri qualcuno che ti/sembra non sappia quello che dica /in

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