Cinque maggio: l’ode di Manzoni oggi, 5 maggio 2013

La poesia per questa domenica è una scelta obbligata: oggi, infatti, è il 5 maggio e in ricordo del 5 maggio 1821 Alessandro Manzoni scrisse l’ode Cinque Maggio . Un testo scritto di getto in una manciata di giorni: Manzoni, commosso dalla conversione cristiana di Napoleone sul letto di morte, composte questa poesia che venne censurata dall’Austria, ma ebbe una diffusione enorme grazie a Goethe che la fece pubblicare su una rivista tedesca. La prima edizione avvenne a Torino, nel 1823, per i tipi dell’editore Marietti. Un’ode che molti di noi hanno imparato a odiare sui banchi di scuola, per colpa anche di una lettura cantilenante che certo non giova. Oggi – 5 maggio 2013 – potrebbe essere l’occasione per rileggerla con calma e magari scoprire, a distanza di tempo, che può anche piacerci. Alessandro Manzoni, Cinque Maggio Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale; né sa quando una simile orma di pie’ mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà. Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque; quando, con vece assidua, cadde, risorse e giacque, di mille voci al sònito mista la sua non ha: vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, sorge or commosso al sùbito sparir di tanto …

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