Contrabbando, di Enrique Serpa

Elliot edizioni ha pubblicato in italiano, con la traduzione di Silvia Quadrelli, il romanzo Contrabbando di Enrique Serpa (1900-1968), autore che, secondo Ernest Hemingway , era il migliore romanziere dell’America Latina. Il romanzo ha visto la luce nel 1938 e solo ora viene pubblicato anche per il mercato italiano. La goletta si chiamava La Buena Ventura, e se quell’appellativo, non significava quasi nulla in un posto di terra, in mare, dove regna sovrana la superstizione, assumeva un valore estremamente propiziatorio. Più di una volta l’incanto di quel nome aveva scongiurato il pericolo di un disastro sotto l’imperversare furioso di una tempesta. Nessuna preghiera aveva una tale virtù confortante e nessun sortilegio sarebbe mai riuscito a infondere lo stesso ottimismo. Le acque potevano trasformarsi in enormi fauci immense e avide, il vento poteva abusare della sua terribile violenza, la morte poteva ululare minaccioso, ma a bordo tutti restavano impassibili. Anche in mezzo al pericolo riuscivamo a sorridere fiduciosi, bastava che qualcuno pronunciasse il nome della goletta perché un alito di sicurezza spazzasse via inquietudini e timori. Contrabbando – con l’uso di un linguaggio accurato, con l’abbondante ricorso a forme espressive tipiche della lingua popolare, con l’uso sapiente del monologo interiore e con un’ottima inquadratura spazio-temporale – narra le condizioni in cui vivevano gli uomini di mare a Cuba durante i primi anni della Repubblica di Cuba: vite dure che spingevano i lupi di mare anche a dedicarsi al traffico di persone e di merci proibite. La narrazione è in prima persona e questo

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