Demoni. Istruzioni per l’uso, di Christopher Moore

Torna in libreria Christopher Moore con Demoni. Istruzioni per l’uso . Si tratta di un ritorno, perché il libro – scritto nel 1992 – era approdato nel 1994 sul mercato italiano con il titolo La commedia degli orrori (titolo originale: Practical Demonkeeping ) per i tipi della Sonzogno. Visto che il libro era irreperibile la casa editrice Elliot ha pensato bene di riproporlo al pubblico italiano, con una nuova traduzione a cura di Luca Fusari. In estrema sintesi la storia è quella classica della lotta fra il bene e il male, con un demone – Catch – tanto cattivo quanto ignorante. Tale lotta va avanti dal tempo del re Salomone (molto interessante la rilettura che della bibbia fa Gian Henn Gian, re dei ginn) e solo nell’America dei giorni nostri, grazie all’intraprendenza degli uomini, potrà essere vinta. Forse. Il romanzo è interessante sia perché nasce in un periodo – gli inizi degli anni Novanta – in cui non avevamo questa profusione di demoni, svenevoli vampiri e zombie onnipresenti, sia per la prosa veramente godibile e l’umorismo intelligente. Demoni. Istruzioni per l’uso ha anche un altro pregio, a mio modo di vedere. Ho una certa predilezione per quei romanzi che rompono la finzione narrativa e aprono uno squarcio inaspettato sul mondo dell’autore. In questo romanzo c’è una sorta di manifesto delle storie, se così vogliamo definirlo, che è interessante. “Io sono un ginn. I ginn furono il primo popolo. Questo mondo era nostro prima che vi comparissero gli umani. Non hai letto le storie di Sherazade?” “Pensavo fossero soltanto storie”. “Ma per lo scroto di Aladino illuminato dalla lampada!

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