È morto il poeta Andrea Zanzotto

Pochi giorni fa, il 10 ottobre per la precisione, aveva compiuto novant’anni. E oggi Andrea Zanzotto, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, è morto . Piace ricordarlo con un breve stralcio dell’intervista concessa al TG3 del Veneto in occasione del suo novantesimo genetliaco: “Che cosa si capisce della vita dopo novant’anni? Niente. Per dire parole che valgano la pena bisognerebbe almeno averne novecento di anni…”. Ma lui, Andrea Zanzotto, uomo dalla sterminata bibliografia, di p arole che valgono la pena ne aveva dette e scritte, come, per esempio, la poesia Esistere psichicamente tratta da Vocativo (1957) con cui lo salutiamo: Da questa artificiosa terra-carne esili acuminati sensi e sussulti e silenzi, da questa bava di vicende – soli che urtarono fili di ciglia ariste appena sfrangiate pei colli – da questo lungo attimo inghiottito da nevi, inghiottito dal vento, da tutto questo che non fu primavera non luglio non autunno ma solo egro spiraglio ma solo psiche, da tutto questo che non è nulla ed è tutto ciò ch’io sono: tale la verità geme a se stessa, si vuole pomo che gonfia ed infradicia. Chiarore acido che tessi i bruciori d’inferno degli atomi e il conato torbido d&#

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