È morto Václav Havel. Due poesie per ricordarlo

Václav Havel, scrittore e drammaturgo, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca, è morto a Prag a – città in cui era nato nel 1936 – dopo una lunga malattia. Di Havel tutti conosciamo l’impegno politico e quello di scrittore di testi teatrali : le sue opere sono state rappresentate su moltissimi palcoscenici e sono sempre stati letti in chiave politica e ideologica. Ma Václav Havel era anche poeta: da giovane, negli anni Cinquanta, faceva parte del gruppo letterario “Classe del ‘36”, gruppo che poi si è sciolto quasi subito. Nei testi poetici del giovane Havel si può notare già il tema del dissenso che poi caratterizzerà le opere della sua maturità. Vi proponiamo due di queste poesie – molto narrative, a dire il vero – per ricordare Václav Havel. Ho letto in biblioteca molti libri arguti sul socialismo. Ma mentre poi rincasavo in tram con la testa piena di concetti, mi son reso conto che tutti quei grandi concetti sull’ordine più perfetto che esista al mondo, sono solo ridicole costruzioni di carta se per i loro araldi non è naturale cedere il posto in tram a una signora anziana o aiutare una vecchina a raccogliere le mele cadute lungo il marciapiede. Era una splendida domenica di settembre nel parco, io e un amico notammo uno sconosciuto, a terra, che lottava tra la…

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