Eraldo Affinati tesse l’Elogio del ripetente

Un pamphlet che racconta la storia dell’istruzione italiana, scardinata e vivificata da coloro che ha messo da parte. Eraldo Affinati è uno scrittore-insegnante che combatte quotidianamente nell’arena “Città dei ragazzi” , una struttura comunitaria nella quale è incastonato l’Istituto professionale Carlo Cattaneo e che ospitava inizialmente orfani e ormai tanti stranieri. “Elogio del ripetente” il suo ultimo libro (di una lunga serie), è quindi un testo maturato sul campo, costruito su una bella dose di esperienze autobiografiche, con un forte spirito di partecipazione concreta e un’anima di riflessione sociale. Al suo interno i “frantumi italiani” , quei giovani che hanno già vissuto sulle proprie spalle le umiliazioni, l’isolamento e anche la cacciata da tante altre storie. Sono reduci a tutti gli effetti, con tutto il peso del fallimento sulle fragili spalle da adolescenti. E a partire da questo insieme di situazioni, tutte particolarissime, ma con qualche elemento in comune, che Affinati definisce “un osservatorio speciale” sull’odierna crisi italiana e sullo smarrimento, lo scrittore attraversa un campo minato che lascia le sue schegge infette soprattutto nei più giovani. Al centro del discorso, breve ed intenso, il rapporto tra insegnate ed allievo, ma anche quello di entrambi con i genitori, sempre più disarmati dinanzi un’ondata che li coinvolge senza ancore né punti di riferimento, la fallibilità dei meccanismi della “finzione pedagogica” , che l’educatore deve rompere se vuole davvero toccare chi ha di fronte, la realtà del bullismo e quella dei nativi digitali , sfiorando alcuni disastri odierni. Presentato in giugno a Pietrasanta Anteprime questo elogio scopre i fili danneggiati di un sistema didattico che non ha saputo adattarsi all’evolvere delle dinamiche, soprattutto migratorie, lanciando un input. Perché la rimessa in causa parte proprio dalla maglia rotta, e spesso il ripetente, oltre a dare le maggiori soddisfazioni è colui che traccia il ritratto più vivo della scuola d’oggi. Ogni loro espressione è lo scrigno di un tesoro sommerso. Chi vaga nelle praterie universali, fra estancia e pampa . Chi costruisce …

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