"Hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino

E’ passato più di un anno e mezzo dalla sua uscita, in un 10 marzo 2010 che sembra trascorso da un eternità, e più di un anno dall’ultimo articolo nel quale lo abbiamo citato (anche se solo trasversalmente per via delle fascetta di Antonio d’Orrico). Eppure eccolo ritornarmi fra le mani. “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino , edito da Feltrinelli , era lì su uno scaffale, bianco e pulito, con quel suo bell’insetto nero sulla copertina talmente opaca che quest’esserino ripugnante dalle antenne sottili sembra, per contrasto, ancora più lucido, come se gli avessero passato sopra la brillantina… forse la stessa che si spalma accuratamente in testa Tony Pagoda, cantante napoletano dall’aria kitsch, che dispensa droga e filosofia allo stesso tempo, e spesso e volentieri, in ordine inverso. Se ti sembra di conoscerlo questo strano cocainomane partenopeo dall’aria affascinante e logora, che ha girato il globo e “sposato” le terre brasiliane per ragioni di “vile denaro”, è perché in fondo concentra un po’ tutti i vizi contemporanei, portandoli ad una specie di quintessenza. E’ un archetipo “dell’uomo del Sud del mondo” (naturalmente quello talmente estremo da non poter esistere sul serio), che non ti farebbe piacere avere come compagno di treno. In fondo non è

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