I confini del nulla, di Carsten Stroud

A giudicare da come si sono messe le cose, sin dall’incipit del nuovo romanzo di Carsten Stroud, I confini del nulla (Longanesi), non si può certo dire che a Niceville se la passino bene. In apertura del secondo libro ambientato in quella che potrebbe essere soltanto una ridente cittadina del profondo sud americano, un aereo viene abbattuto da uno stormo di corvi e precipita in un campo da golf. Un gruppo di rapinatori ha appena compiuto un colpo in banca, uccidendo anche quattro poliziotti, e Byron Deitz – dopo un inseguimento – è stato fermato con centomila dollari nella sua auto, appartenenti ai circa due milioni e mezzo rubati. Ma naturalmente questi sono solo eventi. A complicare la faccenda, come sempre, sono i nessi che legano gli eventi. E nel caso specifico gli eventi sono di portata devastante. Già, perché nell’aereo c’erano alcuni agenti dei servizi segreti cinesi, e Deitz è il marito violento di Beth, la sorella di Kate compagna di Nick Kavanaugh, poliziotto locale. Senza contare che il padre delle due sorelle è scomparso da un paio di giorni e Nick non riesce a trovarlo da nessuna parte. Dunque, all’apparenza sembra che tutti i guai del mondo si siano avventati su un’unica

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