I preadolescenti maschi e la lettura. Una battaglia persa?

Questa del titolo è la provocazione dell’articolista del NyTimes , già membro dell’associazione dei Bibliotecari americani, che tocca un tasto dolente dell’editoria contemporanea. Ovvero, il fatto che alle donne piaccia leggere più che agli uomini, e – detto in termini di mercato – che gli editori non riescano a conquistare il pubblico maschile altrettanto di quanto accade con quello femminile. E questo, specifica, a partire dal 12 anni di età. “I maschi non sono a loro agio nell’esplorazione delle emozioni e dei sentimenti presente nella narrativa (…) Non hanno abbastanza modelli di ruolo maschile positivi, per la letteratura…i ragazzi non vedono la lettura come una attività al maschile”, scrive un autore citato, lo scrittore Jon Scieszka. E oltretutto è un clichè ma “abbastanza vero, quello che mentre le ragazze adolescenti leggono libri con protagonisti maschili, i ragazzi adolescenti raramente leggeranno libri con personaggi prevalentemente femminili”. I ragazzi piuttosto preferiscono la “versione videogame” di un libro, e testi in cui ci sia un “tutti contro tutti”, secondo l’autore, in cui “non importa cosa si debba

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