I premi letterari influenzano le vostre scelte di lettura?

“L’Italia e’ un paese anomalo che ha il maggior numero di telefonini, suv e premi letterari del mondo. Ce ne sono troppi”. A dirlo è, in una bella intervista all’Adnkronos, Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, autrice del saggio Premiopoli. Un indice ragionato dei premi letterari (Mondadori ed.). Tani ha commentato così la decisione di John Le Carrè di rifiutare il Booker Prize “anche se – ha aggiunto – solo chi e’ famoso e vende molti libri si puo’ permettere di rinunciare ai premi”. La ragione per cui in Italia uno scrittore non può permettersi di rifiutare un premio sta però, secondo Tani, nel fatto che nel nostro Paese è difficilissimo promuovere un libro. E quindi via libera anche a quei premi “meno seri” del Viareggio, il Bautta, il Fregene, oltre che allo Strega e al Campiello (che “pur non essendo “puri” fanno però vendere i libri”). Voi vi fate influenzare, nelle vostre scelte di lettura, dai premi letterari? Insomma: siete invogliati a comprare un libro, sapendo che si è classificato ai primi posti di un concorso? Foto | Flickr I premi letterari influenzano le vostre scelte di lettura?

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