I sette fuochi del tempio, di Daniel Levin

I sette fuochi del tempio , di Daniel Levin, appena uscito per Nord, è un ottimo esempio di come l’eurdizione possa accordarsi pienamente con la letteratura di genere, nel caso specifico si tratta di un thriller avvincente e pieno di azione. A essere precisi, si tratta di un thriller storico-archeologico con un forte interesse per la religione – direi fondante. Jonathan Marcus è un avvocato americano che ha trascorsco un lungo periodo di studi all’American Accademy di Roma. Ha concluso una tesi su una figura spesso dibattuta: lo storico latino Flavio Giuseppe. La tesi di Jonathan è molto interessante anche sotto il profilo storico, secondo la quale Flavio Giuseppe non fosse affatto un traditore degli ebrei che, per salvare la propria pelle, si vendette al nemico, Tito, l’imperatore dei romani che avevano distrutto Gerusalemme, a tal punto da diventare una sorta di storico di corte. La verità, stando sempre alla tesi di Jonathan, sta probabilmente all’opposto: potrebbe darsi che Flavio Giuseppe, stando vicino all’imperatore, fosse vicino agli ebrei molto più di quanto si sia pensato finora. Tutto lasciarebbe pensare, insomma, che Flavio Giuseppe fosse una specie di spia. E, sia detto tra parentesi, risulta che non fosse nemmeno il primo. Tesi estremamente interessante. Peccato che Jonathan non è mai riuscito a trovare le prove. Il suo periodo di studi si interrompe bruscamente quando, in compagnia di tre suoi colleghi e …

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