Il colpevole piacere delle letture da ombrellone

L’idea è stata lanciata da vari quotidiani stranieri in questi giorni: che a volte il piacere della lettura sia connesso con un certo “senso di colpa”. E’ semplice: a volte si legge un libro che non è propriamente “letteratura”, un thriller, un giallo, un chick lit (tipiche letture da ombrellone, appunto) e rimane un sottofondo di “senso di colpa” perchè magari, 3 giorni dopo, ci si dimentica del tutto non solo i particolari ma finanche la trama e i nomi dei personaggi di quel che si è letto (mai capitato? A me sì). Il fatto, spiega l’articolista del New York Times , è facilmente spiegabile partendo dall’assunto che “alcuni libri (e forse alcuni generi) sono oggettivamente inferiori ad altri e che non sempre i libri…

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