Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia

Il primo weekend di settembre è per molti il primo vero weekend dopo l’estate, la prima, agognata pausa dopo la ripresa dell’anno lavorativo. Solitamente le vacanze sono già dimenticate, sepolte dalla prima ondata di stress, e la voglia di dormire fino a domenica sera è prepotente. Insomma non c’è weekend migliore, durante l’anno, per abbandonarsi al raro piacere di leggere un libro dalla prima all’ultima pagina. Il mio suggerimento per questo weekend è un libro di Leonardo Sciascia intitolato Il consiglio d’Egitto e pubblicato nella collana tascabili di Adelphi. E’ la fine del Settecento e l’ambasciatore del Marocco Abdallah Mohamed ben Olman si ritrova a Palermo, in seguito a un naufragio, ad esaminare un manoscritto arabo in compagni di monsignor Airoldi e di don Giuseppe Vella. Si tratta di una delle tante vita di Maometto disperse per il mondo, un manoscritto di scarsissima rilevanza e di poco valore, ma per l’abate Vella, l’unico a sapere qualcosa di arabo, rappresenta una incredibile possibilità. E’ così che don Vella intraprende una imponente traduzione spacciando quel volume per un inedito e sconvolgente saggio politico intitolato, per l’appunto Il Consiglio d’Egitto, un libro che potrebbe mettere in seria difficoltà il potere della nobiltà siciliana mettendo in discussione l’intero edificio plurisecolare dei privilegi feudali.Contemporaneamente all’industrioso lavoro di sofisticazione dell’abate Vella, un altro personaggio si muove sulla scena. Si tratta di Francesco Paolo Di Blasi, intellettuale siciliano vicino agli ideali della Rivoluzione francese pronto a cogliere la scintilla per scatenare una rivolta. Insomma, Il Consiglio d’Egitto ha tutte le carte in regola per farvi passare un ottimo weekend sognando la rivoluzione… Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia

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