Il gran rifiuto. Perché un papa si dimette

Benedetto XVI con la sua rinuncia al pontificato ha reso vivo un comma del Codice di Diritto Canonico che se ne stava lì buono buono: il secondo del canone 332 che recita: Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la sua rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti. Questa decisione di Joseph Ratzinger è al centro del bel libro del professor Roberto Rusconi , docente di storia del cristianesimo alla Terza Università di Roma, edito da Morcelliana, dal titolo emblematico Il gran rifiuto. Perché un papa si dimette . Scrive Rusconi: La decisione del papa della rinuncia a governare la Chiesa non è una novità, ed è proprio a tale argomento che sono dedicate le pagine di questo libro. Di fatto si tratta di un evento che si è verificato diverse volte nel corso della storia. Nei primi secoli, per esempio, le rinunce erano state causate in modo forzoso, a diverse riprese, nel contesto delle persecuzioni imperiali delle comunità cristiane […] Nel pieno Medioevo fu la feudalità romana a prendere il controllo del pontificato romano, e questo fu un periodo buio di asservimento, contornato da delitti. Rusconi, quindi, analizza storicamente le varie dimissioni dei pontefici nel corso della storia: Clemente I, Ponziano, Ippolito, Silverio, Celestino V sul quale, naturalmente, si sofferma con un capitolo intero per poi proseguire nell’esame di quel periodo convulso che portò ad avere papi e antipapi. Ho trovato molto interessante l’ultimo capitolo dal titolo La grande rinuncia in cui ci vengono presentati i papi a noi più vicini storicamente parlando e viene messo in risalto come anche altri pontefici abbiano avuto la “tentazione” di rinunciare: …

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