Il marchio del diavolo, di Glenn Cooper

Si è già parlato su booksblog dell’ultimo bestseller di Glenn Cooper, Il marchio del diavolo , appena uscito per i tipi di Nord editrice, sul quale vale la pena aggiungere alcune cose. Il motore della storia è una bella e giovane ricercatrice e archeologa che ha dedicato la sua tesi alle catacombe di San Callisto – dov’erano sepolti numerosi martiri cristiani e 16 papi, che nei secoli a seguire vengono spostati in varie chiese –, che porta avanti uno studio sull’astrologia romana, e si chiama suor Elisabetta. «Sono convinta» dice Elisabetta al professor De Stefano che in quel momento rappresenta la commissione vaticana che le respinge la possibilità di fare ulteriori ricerche, «[…] che il crollo abbia portato alla luce un colombario dell’Alto Impero. La simbologia è insolita, indica chiaramente l’esistenza di una setta finora sconosciuta». Tesi e personaggio molto interessanti. Purtroppo – per lei – non è l’unica a interessarsi alle catacombe, dal momento che la setta sarà anche sconosciuta ma non è affatto morta; e, in secondo luogo, suor Elisabetta non è sempre stata una suora. Ha scoperto la vocazione dopo un fatto di morte. Le due cose, naturalmente, sono collegate. Il giorno in cui il professor De Stefano le impedisce di fare ricerche, Elisabetta esce dall’Università insieme a Marco, il suo fidanzato, ma su Viale Ippocrate sono vittime di un’imboscata. Partono un paio di colpi di pistola – tanto più che Marco è un poliziotto – e il suo fidanzato muore. Durante l’aggressione, però, Elisabetta fa in tempo a vedere un dettaglio (una strana sporgenza all’altezza dell’osso sacro) sull’uomo che sta cercando di ucciderla; un dettaglio che qualche anno più tardi – cioè quando ormai sarà una suora che si dedica ai bambini – la spingerà…

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