Il mio credo di Gianfranco Proietti

Ottobre è quasi finito e aspetto ancora che gli alberi del cortile acquisiscano i loro colori migliori per immortalarli. Strana cosa l’attesa, si riempie di promesse e porta inevitabilmente alla riflessione. Anche se si tratta solo del tempo necessario affinché una singola foglia raggiunga il culmine delle sue numerose tinte, quella quintessenza che le dona una splendore rosso o dorato, prima di farne un accartocciato relitto di strada, l’attesa è sempre lo sviluppo di una credenza, di uno scheletro solo apparentemente fragile, che sostenga almeno provvisoriamente i nostri pensieri. Quella base molto spesso non ha la coerenza di una struttura categorica kantiana, ma l’apparenza delicata di una poesia, come accade in questi versi tratti da “il mio credo” di Gianfranco Proietti : […] Credo in una pagina ingiallita affidata alla memoria di un cassetto, scritta da me, da te e da non so chi, e da chiunque sia architetto sentimentale o poeta. Via | gianfrancoproietti-prosapoesiait Il mio credo di Gianfranco Proietti

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