Il profumo della ricca primavera in una poesia di Tagore

La primavera è sbocciata quest’anno. Tardi, quasi sul limitare dell’estate: ma c’è! La bellezza della natura, il suo rigoglio, la vita che nasce e rinasce ci rendono più lieti e le giornate sembrano trascorrere più felici. È quasi un invito a guardarsi intorno e a vedere quello che succede o che è successo: è un modo per andare ai ricordi e, allo stesso tempo, vivere il presente. Un po’ come suggerisce Rabindranath Tagore in una poesia tratta dalla raccolta Il Giardiniere . Il poeta si domanda chi leggerà un domani le sue poesie e, conscio che non potrà sapere chi sarà il suo lettore o la sua lettrice a distanza tempo, lo invita ad aprire le porte del proprio cuore per raccogliere i fiori della ricca primavera che lui vedeva quando scriveva e i suoi versi e di cui noi godiamo oggi nel leggerli. Chi sei tu, lettore, che leggerai le mie poesie tra cento anni? Non posso mandarti un solo fiore di questa ricca primavera, né darti un solo raggio d’oro delle nuvole che mi sovrastano. Apri le tue porte, guardati intorno. Nel tuo giardino in fiore cogli i fragranti ricordi dei fiori sbocciati cento anni fa. Nella gioia del tuo cuore che tu possa sentire la vivente gioia che cantò, in un mattino di primavera, mandando la sua voce lieta, attraverso cento anni. Foto | Xanetia via photopin cc Il profumo della ricca primavera in una poesia di Tagore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.